Monday 21 January 2008
In viaggio fra La Spezia e Genova: reportage fotografico
Era tempo che non pubblicavo più immagini, soprattutto dopo essermi accorto che erano tutte sparite dal blog. Nessuna spiegazione dell'accaduto e situazione non più risolta. Ora, ovviamente, le carico direttamente dal server del mio sito, onde evitare ulteriori fregature. Allora, le immagini si riferiscono agli ultimi giorni del 2007, per la precisione dal 29 al 31 dicembre. Con un gruppo di amici ho girato la zona ligure che abbraccia le Cinque Terre, che amo particolarmente, tanto da essermi sposato a Vernazza. Sono stati tre giorni davvero piacevoli e in ottima compagnia, dove ho potuto sperimentare la nuova fotocamera digitale, con una certa difficoltà date le numerosissime opzioni. Pertanto non siate troppo critici se le foto non sono veute benissimo, fra l'altro la trasformazione in formato jpeg ne riduce in modo evidente la definizione. Buon divertimento!
 La discesa pedonale che dalla via provinciale porta al centro di Lerici.
 Non c'era tantissima neve sulle montagne, ma abbastanza da testimoniare che faceva freddo!
 Anche se avevo già percorso la Via dell'amore numerose volte in passato, e gratuitamente, questa volta l'ho rifatta volentieri con i miei amici che non la conoscevano. Peccato che ora ci vogliono 5 euro grazie al fatto che ora è sotto la tutela dell'UNESCO...
 All'interno di questo tunnel, che si trova nel tratto tra Riomaggiore e Manarola, si possono vedere molti murales, che sinceramente non danno affatto fastidio, anzi portano una piacevole nota di colore.
 Questo è appunto uno dei tanti murales, con aggiunta di firme e scarabocchi vari...
 Poteva mancare una cosa del genere? Certamente no!
 Qui siamo a Vernazza, dove trovare spunti fotografici è decisamente facile...
 Questa rete sottile che copre un galleggiante giallo su una barca mi ha attratto molto.
 Un semplice squarcio nella tela ed ecco una foto curiosa.
 Il fatto di trovarsi al mare e dal lato giusto per cogliere il tramonto è sempre un'attrazione irresistibile, anche se qui il sole si è già nascosto, ma trovo molto divertente il contrasto con le figure umane.
 Un'occasione del genere merita sempre più di uno scatto.
 E per finire, la romantica barchetta...
 Dal sentiero che partiva dall'agriturismo dove alloggiavamo, si arriva fino a Tellaro, un grazioso borgo nei pressi di Lerici.
 Ed ecco un particolare angolo vicino al porticciolo di Tellaro.
 E si, da queste parti non troverete mai autovetture parcheggiate, ma barche!
 Mi sembrava valesse la pena fotografare questa esposizione ortofrutticola, sarà che era ora di pranzo...
 Una puntatina a Genova per visitare l'acquario e immortalare il vascello che Roman Polanski ha utilizzato per il suo film Pirati.
 La visita è durata circa tre ore, poi abbiamo mangiato qualcosa ed ecco che è arrivata la sera...
 Panorama da Porto Venere, giornata freddina e piuttosto ventosa, era la mattina del 1 gennaio 2008, ultima tappa prima di tornare a casa...
 Ciao bella piccioncina, che fai stasera?
 Beh, è carina o no Portovenere?
 Uno scorcio suggestivo, ovviamente sempre da Portovenere.
 Uno scorcio di mare dietro le sbarre, ultima, malinconica immagine prima del ritorno a casa.
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Monday 27 August 2007
Una settimana in Alto Adige, un'esperienza che mi rimarrà nel cuore
Sono tornato in quella terra le cui vicissitudini storico-politiche hanno lasciato un segno profondo, problematiche mai chiuse né tanto meno risolte. Etnie diverse che faticano a confrontarsi e a fidarsi le une delle altre, spesso a causa di comportamenti estremistici (di pochi) che minano o quanto meno rendono difficoltosa la convivenza. Certamente nei periodi dove si affolla il turismo si respira un'aria apparentemente più serena e disponibile, ma è un fatto che certe questioni siano sempre dietro l'angolo, pronte ad emergere appena se ne presenta l'occasione. Io che non sono mai stato un nazionalista ma che ho sempre creduto in un mondo che può fare a meno di confini, a meno che questi non siano naturali, non imposti con la forza da chicchessia, guardo alle differenze come ad una possibilità di arricchimento, guardo alle diverse lingue e culture come ad un'occasione unica per allargare le mie conoscenze, ad uno stimolo per imparare, per scoprire ciò che non fa parte del mio bagaglio di esperienze. Ma è poi il vivere quotidiano in una certa realtà, lo sperimentare sulla propria pelle le tensioni, le incomprensioni, gli ostacoli al vivere civile, che determinano nella maggioranza dei casi una posizione più dura, intollerante, chiusa, non disposta a scendere a patti e mettersi in gioco. Le mie restano, quindi, delle belle fantasie, perché spesso la gente, o almeno parte di essa, si dimostra non pronta a fare certi passi, per nulla sostenuta dal mondo politico che ha ben altri interessi che il bene comune.
Il mio breve soggiorno nel bolzanese, però, non poteva certo consentirmi di vivere sulla pelle i problemi intestini di questa terra straordinaria, di comprendere pienamente le complesse dinamiche che alimentano le difficoltà del quotidiano, ma mi ha permesso di conoscere persone e luoghi che rimarranno a lungo nei miei ricordi, sette giorni intensi e rilassanti, di cui avevo fortemente bisogno. Come rimarranno bene impresse nella mia mente le strade perfettamente asfaltate, senza la benché minima buca, la pulizia, la civiltà degli abitanti, ovunque sia passato, da Bozen a Meran, da Algund a St.Paul, lungo gli stretti viali che formano la Südtiroler Weinstraße, la stupenda strada del vino che attraversa vigneti e frutteti. La pioggia che mi ha accompagnato più volte, non ha minimamente inciso sul mio umore, al contrario ha portato una ventata di freschezza e reso il soggiorno assai piacevole.
Per quanto riguarda l'enogastronomia mi sono concesso numerose esperienze (più gastro che eno per non annoiare la mia amata sposa), ricevendo piena conferma che l'Alto Adige gode di ottima salute e sta crescendo sensibilmente, soprattutto dal punto di vista della ristorazione. Non appena avrò sviluppato le foto della vacanza, scriverò nel dettaglio le diverse, in alcuni casi memorabili, esperienze culinarie e le degustazioni di alcuni eccellenti vini bianchi e rossi. Non ho fatto scoperte, i locali sono già noti, ma vale comunque la pena parlarne date le ottime impressioni ricevute. Per ora vi anticipo alcuni nomi: il Kirchsteiger di Christian e Lenka (Völlan-Lana), il Zum Löwen di Alois e Anna Matscher (Tisens-Tesimo), il Zur Rose dello straordinario Herbert Hintner (San Michael Eppan-San Michele Appiano). Ma ci sono anche ottime osterie contadine dove è possibile apprezzare i piatti tipici altoatesini, dai canederli ai finferli.
La base per le mie passeggiate quotidiane è stata il Maratscher, un delizioso albergo situato ad Algund (Lagundo), alla base del Parco Naturale del Gruppo di Tessa, a poco più di un chilometro da Merano, gestito da Doris Moser, una donna dallo sguardo che sembra rispecchiare l'affascinante paesaggio della Valle dell'Adige, una persona magnifica, di grande simpatia e sensibilità, che ha allestito con tocco tipicamente femminile e artistico le undici deliziose camere: colore e poesia, una veduta sulla valle e sul sottostante giardino che aprono il cuore e i polmoni. Oggi Doris può cominciare a contare sul supporto del figlio Philip, un ragazzo che potrebbe far perdere la testa a numerose adolescenti. Non c'è il ristorante, chiuso dopo vent'anni di successi quando Philip aveva 5 anni, ma la mattina fino alle 11 si possono fare delle abbondanti colazioni, con torte e marmellate fatte in casa (fichi, mele cotogne, lamponi, pesche e tante altre), yogurt e pane fresco, latte e caffé, uova fresche, salumi e formaggi. Doris ci tiene a rendere piacevole il soggiorno e ha curato con molta attenzione le camere, non solo nell'aspetto gradevolissimo ma anche nella scelta dei materiali, come gli eccellenti materassi, che mi hanno permesso di fare dei lunghi e ininterrotti sonni senza il benché minimo fastidio alla schiena (mio punto dolente). Grazie alla vicinanza con Merano, il Maratscher, rappresenta un ottimo punto di riferimento anche in occasione dell'autunnale Merano International WineFestival & Culinaria.
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Wednesday 4 July 2007
L'Himalaya, che meraviglia!

Oggi niente cibo e vino. Pausa, anche perché ho una leggera nausea per la cena di ieri sera da La Belle Epoque di via Ajaccio a Roma. Non che non fosse buono quello che ho mangiato, anzi, ma si vede che il mio organismo ha dato segnale che è il momento di fare un periodo di contenimento...
Ecco una delle cose di cui mi rammaricherò sempre. Non vedrò mai nella mia vita un posto del genere, almeno in questa. Si, perché a parte la mia diffidenza verso gli aerei, che in tratte europee posso anche prendere, il Nepal, l'Everest, le altitudini elevatissime non fanno per me, ne soffrirei troppo. E poi chissà quale lungo e faticoso percorso bisognerebbe fare per inerpicarsi fra queste montagne gigantesche. Eppure qualcuno ci vive...straordinaria questa foto vero? Chi ha avuto la fortuna e il coraggio di arrivarci?
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Monday 19 March 2007
Cinque Terre mon amour...o della viticoltura eroica

Si, ci sono due (ma in fondo molte di più) ragioni per cui amo le Cinque Terre, la prima è conseguente e ve ne parlerò più avanti. Ho conosciuto questi luoghi baciati dal mare almeno una ventina di anni fa e, a parte qualche azzardo edilizio, debbo dire che per la loro stessa collocazione impediscono agli uomini di deturparli. Certo, chi abita qui non fa una vita facile, i giovani tendono ad andare a lavorare a Spezia, raggiungibile in dieci minuti con il treno (a sua volta estremamente comodo perché attraversa ciascun paese). Innanzitutto, per chi non le conoscesse vi dico subito che partendo dal capoluogo e salendo a nord, si incontra per primo Riomaggiore, poi seguono Manarola (di cui potete ammirare la prima foto, scattata dalla finestra del ristorante "Dal Billy", a cui sono particolarmente legato), Corniglia (raggiungibile dalla stazione facendo una salita di oltre 300 scalini!), Vernazza e Monterosso. Per chi non ama gli scogli e le discese a mare difficoltose, l'unica possibilità è Monterosso, che offre una lunga spiaggia, in gran parte prodotta dall'uomo.
Si tratta di luoghi affascinanti, di quelli che ti fanno innamorare, dove la gente vive ancora di artigianato e pesca, mentre altri si fanno letteralmente il mazzo nell'allevare la vite in luoghi dove non passa praticamente alcun mezzo di supporto. Non a caso per molti anni la viticoltura ha subito un progressivo abbandono, perché le nuove generazioni hanno preferito lavori meno difficoltosi. Oggi c'è una certa ripresa, soprattutto nelle parti interne, come a Volastra. Ovviamente qui c'è anche l'olivicoltura e molte altre attività agricole, ma il vino, come ben sapete è la cosa di cui mi interesso più da vicino.
Ma qual'è la ragione per cui sono, anzi siamo tornati in questi posti incantevoli? E' una ragione di cuore, infatti pur non essendo nati né cresciuti in questi luoghi, io e la mia amata Laura abbiamo scelto di sposarci qui, per la precisione a Vernazza, il 5 maggio 2001. Abbiamo sentito quindi il desiderio di tornare per goderci un fine settimana, passando prima di tutto da Billy (nella foto con Laura), dove abbiamo fatto un memorabile pranzo di nozze, totalmente informale e spensierato.

Billy è un personaggio, conosciuto in mezzo mondo per via dei suoi frequenti viaggi. Pescatore, basta guardarlo per capirlo, anche se oggi lamenta che le recenti limitazioni poste con la promozione delle Cinque Terre a patrimonio di tutela dell'UNESCO, lo hanno spinto a rinunciare quasi del tutto a dedicarsi alla pesca. La sua trattoria è collocata molto bene, incastonata nella collina che domina Manarola, con vista sul mare, sebbene non vicinissimo. Si mangiano i piatti tipici della zona, senza dubbio molto ben fatti, anche se ultimamente, forse proprio per conseguenza delle limitazioni sul pescato, c'è una parte della fauna ittica congelata (prevalentemente polpi, seppie, gamberetti...). Vi consiglio comunque di andarci, perché il pesce fresco c'è sempre, basta chiedere. E non manca mai il buon Cinque terre della Cantina sociale.

Ecco un'altra particolarità davvero simpatica di questi luoghi. Qui siamo sempre a Manarola e, invece della auto, che non sono autorizzate a transitare (anche perché finirebbero a mare), possiamo vedere le barche parcheggiate a spina di pesce (e in un posto di mare non potrebbe essere altrimenti).

Dicevamo della viticoltura eroica di questi luoghi. Ecco un tipico esempio: sopra la ferrovia di Vernazza si erge sulla collina un vigneto terrazzato. Come potete vedere, non c'è modo di fare arrivare qui un seppur piccolo mezzo motorizzato.

Ecco un altro esempio, sempre a Vernazza.

Di nuovo a Manarola. Questo è l'approdo per le barche, molto piccolo ma sufficiente per un paese di queste dimensioni. Di fronte, dove vedete la ringhiera, inizia la famosa Via dell'amore, fino al 2001 gratuita e oggi, che è sotto la tutela dell'UNESCO in quanto "Patrimonio Mondiale dell'Umanità", si paga per transitarla. Questo tratto va da Manarola a Corniglia, ma attualmente è interrotto a causa di una caduta di massi, fenomeno purtroppo assai frequente, dato dalle pareti scoscese e sassose. Qui, i costi per riparare i danni sono sempre elevati, poichè per spostare i massi è necessario l'intervento dell'elicottero.

Ed ecco Manarola vista dalla parte della Via dell'amore. Non è un gioiellino? Io ne sono innamorato, anche se riconosco che Vernazza è più carina e accogliente, ma sarà questa estrema semplicità, il fatto che non ci sia neanche una riva, mentre a Vernazza, al porticciolo è stata ricavata una piccola spiaggetta, per me Manarola ha un fascino tutto particolare.

Un particolare dell'insenatura situata a sinistra del porticciolo. Quelli che vedete in acqua non sono bagnanti (sebbene a Monterosso, nonostante si fosse all'inizio di marzo, qualcuno si faceva il bagno), ma semplici galleggianti.

Questa invece è la bellissima chiesa S. Maria di Antiochia a Vernazza, situata proprio davanti al mare. Pensate che le fondamenta risalgono al 1300!

Il giradinetto con annessi giochi per bambini, fotografato dalla stazione di Vernazza. Come potete vedere il sole non lo illumina più (è pomeriggio), poiché c'è la collina che lo nasconde.

Vabbé, questa barca è solo una scusa per fare una foto giocata sull'azzurro...

E come non rimanere incantati a guardare l'acqua che si infrange sugli scogli?

Ecco una tipica vineria di Vernazza, non sembra un quadretto?

E come potevo non immortalare questo bellissimo gatto?

Come vedete, anche qui, una bella fila di barche, quasi davanti all'ingresso della chiesa. Spero di non avervi annoiato troppo...
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