Monday 23 June 2008
Lontano dal web, un piacere ritrovato! Mare, buona compagnia e ottimi ristoranti

Dai, cosa ne dite di fare qualche giorno di pausa in Abruzzo? Abbiamo un appartamento a Silvi Marina, il mare non è un capolavoro, ma si sta bene e non c'è molto casino. Portiamo qualche boccia di vino bbono così lo degustiamo insieme, che ve ne pare? Ah, ti avviso che lì non c'è telefono, per cui al massimo possiamo usare la connect card per la posta, perché è un po' lenta e credo che caricare articoli e immagini sarebbe oneroso. Ma sai che ti dico? Chissenefrega! Non si può essere schiavi del web, al diavolo anche la posta, non ne voglio sapere nulla. Ok, ci vediamo a Silvi per pranzo.
Cari miei, detto sinceramente, non mi siete mancati neanche un po'. Sarà che con Ale e Jvonne io e Laura ci siamo trovati benissimo, in totale sintonia, sarà che Laura era in piena verve comica e ci ha fatto sbellicare dal ridere in più occasioni con le sue imitazioni dialettali, sarà che potevamo prenderci in giro a vicenda senza mai sentirci offesi, è stata una breve ma davvero piacevole vacanza. Certo ai "vizi" non abbiamo rinunciato e ci siamo concessi due ristoranti di ottimo livello e vini rimarchevoli come il sempre straordinario Trebbiano d'Abruzzo di Valentini, il gemello di Emidio Pepe e a casa nientemeno che un Barolo Riserva 1996 di Borgogno da far tremare le pareti della casa.

Il primo ristorante lo abbiamo affrontato a cena, si tratta de La Conchiglia d'Oro, situato a Pineto, poco più a nord di Silvi. Aveva appena aperto dopo ben 21 giorni di chiusura forzata a causa dello sciopero dei trasportatori per via del gasolio sempre più caro. Si perché, ogni mattina, Claudio e Antonio scelgono personalmente il miglior pesce fresco di giornata, esclusivamente dal pescato locale, niente surgelato. E' stata dura per loro rimanere chiusi ben tre settimane, e noi siamo stati fortunati, perché ne valeva davvero la pena. Qui la cucina è a livelli alti, soprattutto per la qualità della materia prima, piatti preparati con una buona presentazione ma soprattutto con un grande equilibrio. Abbiamo mangiato ben quattro portate di antipasti crudi, fra cui ricordo dei gamberetti dolci strepitosi, un'ostrica che sapeva davvero di mare, succosa e saporitissima, tanto che abbiamo rinunciato al secondo per prenderci due primi divisi in quattro e poi i dessert. Il Trebbiano di Valentini era un 2001, ancora giovanissimo, di grande finezza, perfetto compagno delle portate a base di pesce, grazie anche alla sua straordinaria persistenza e freschezza.
L'altro ristorante, Beccaceci, si trova a Giulianova, sempre a nord di Silvi ma più verso l'interno. Qui abbiamo avuto un'impressione altrettanto positiva, confortata da una sequenza di portate, sempre a base di pesce, davvero notevoli, fra cui un eccellente San Pietro al radicchio e Sauternes. Abbiamo aperto il Trebbiano 2005 di Pepe, meno voluminoso e complesso, ma di grande piacevolezza, giocato su leggere sfumature riduttive e con una bella ricchezza di frutto, grazie anche al fatto che non viene filtrato.
E poi mare, sole, camminate sulla riva, passeggiate e soprattutto un'atmosfera ideale, come se ci conoscessimo da sempre, un'esperienza che ci voleva e che, come sempre accade quando si sta bene, è durata meno di un battito d'ali...
{ Inserito da RoVino in il gusto del cibo }
{ 1 commenti }
Wednesday 18 June 2008
Quattro giorni di pausa meritata - meritata pausa di quattro giorni

No, non mi sono impazzito, è che questo stacco ci vuole proprio, quindi è meglio ribadirlo. Non so voi, ma io su internet ci sto quasi 10 ore al giorno, davvero troppe, e ci sono dei momenti che mi domando quante altre cose più piacevoli, salutari, divertenti potrei fare, invece di stare inchiodato davanti al portatile per caricare articoli, immagini, disciplinari, poesie, vitigni, degustazioni, notizie di cronaca e quant'altro necessita per tenere vivi laVINIum e questo blog. Certamente molte, moltissime, ma d'altronde scrivere è fondamentale, o lo fai per i giornali o lo fai in rete, e dato che a me non piace avere padroni, meglio la rete, anche se non ci si campa molto bene.
Quindi cari amici, quattro solo quattro giorni di pausa in quattro persone, sull'Adriatico, non il massimo ma non me ne può fregare di meno. Non c'è neanche il telefono in casa, quindi è una buona scusa per "staccare del tutto". Ecco, spero comunque che da lunedì vi troverò ancora fra i miei lettori e amici, perché ci tengo! Mi raccomando tornate a leggermi e auguratemi buone vacanze brevi...ma intense!
Vado...
{ Inserito da RoVino in que cela reste entre nous }
{ 2 commenti }
Monday 16 June 2008
"Fare Brunello per crederci", un bellissimo articolo di Armando Castagno su Franco Biondi Santi
Bibenda è una rivista di eccellente qualità grafica e di contenuti, ormai conosciuta da gran parte degli appassionati e professionisti di vino. Io sono abbonato sin dal primo numero, sebbene non sempre sia riuscito a trovare il tempo di leggerne tutti gli articoli pubblicati, che abbracciano tematiche diversificate passando dal vino al cibo, ai sigari, ai distillati, portandoci in viaggio verso la Champagne o la California. La rivista è edita da Bibenda Editore, casa fondata da Franco Ricci, personaggio di spicco che ha contribuito in modo determinante, con numerose iniziative, a diffondere la cultura enogastronomica nella capitale.
Ma cos'è che dovrebbe spingervi ad acquistare, se non volete abbonarvi, il n. 28 di Bibenda appena uscito? Beh, di motivi ce ne sono davvero molti, ma uno svetta sicuramente su tutti, lo splendido articolo di Armando Castagno, palato finissimo e ottimo comunicatore, dedicato ad un vero colosso del vino italiano, Franco Biondi Santi, dal titolo assolutamente indovinato: "Fare Brunello per crederci". Armando ci accompagna nella genesi del mito partendo dal suo incontro con una vecchia edizione del catalogo Bolaffi dei vini d'Italia, uno stupefacente volume che ci riporta indietro di 44 anni, presentandoci un mondo enoico quasi dimenticato, con una sequenza di denominazioni pressoché scomparse, dal Doxi al Geierberg, dal Mesolone di Brusnengo al Saint Claude (un bianco da trebbiano e malvasia prodotto in bottiglia renana...). Come è giusto che sia, ci racconta della storia della famiglia, partendo da Giorgio Santi nel lontano 1746 per arrivare a Franco Biondi Santi. Non voglio dilungarmi nel descrivervi certamente in modo meno avvincente il contenuto dell'articolo di Armando, che invidio molto, visto che ha avuto l'onore e l'onere di effettuare, e descriverci in modo impeccabile, una mirabile degustazione verticale di ben 24 Brunello di Montalcino di Biondi Santi che va dal 2001 fino al mio anno di nascita, il 1955! Credetemi, basta già questo articolo, se non vi fate rodere dall'invidia, per acquistare la rivista (9 euro). Ma se siete particolarmente esigenti, basta che andate avanti a sfogliare le quasi 130 pagine corredate di splendide fotografie e prive di pubblicità, per rendervi conto che ci sono molte altre "leccornie" letterarie, come l'eccellente articolo di Franco Ziliani "Serralunga, struttura e longevità del Barolo". Il giornalista a tutti noto da tempo come "Franco tiratore", autore fra l'altro del blog Vino al vino, grande esperto e perdutamente innamorato delle Langhe e del nebbiolo, ci parla del Barolo "dal di dentro", partendo proprio dalla diversa composizione dei terreni che distingue Serralunga dagli altri comuni coinvolti nella produzione di questo magico vino. Come solo un grande conoscitore di questi luoghi straordinari può fare, Franco ci guida quasi fisicamente per i sentieri che sinuosamente ci portano alla meta, in un paesaggio costellato di vigneti, a volte scoscesi e ripidi, a volte a forma di anfiteatro, quasi a sentire il profumo di quella regale uva che è il nebbiolo. Segue poi una panoramica degustativa della migliore produzione di Serralunga, partendo da Dolcetto e Barbera d'Alba, per finire con quasi 40 fra Barolo 2004, 2003 e 2001.
Ancora non vi basta? Sappiate allora che Massimo Billetto vi aprerà le porte sui migliori Barbaresco 2004, Luca Grippo ci parla dei vini della Costa Toscana e dei vini di Montefalco, Paolo Lauciani mette a nudo il grande produttore veneto Roberto Anselmi, Monica Coluccia ci inebria con le dolcezze di Langa, il noto enologo Donato Lanati ci spiega quanto sia importante la tracciabilità, Alessio Puntel ci fa conoscere lo Champagne di Beaufort, Giovanni Ascione ci ricorda che in Germania non si fa solo birra, ma ci sono regioni come Mosella, Saar, Ruwer e Nahe dove si fanno vini grandissimi. E ancora tante altre belle cose che, credo sia giusto scopriate da soli. Buona lettura!
{ Inserito da RoVino in letture istruttive }
{ 4 commenti }
Saturday 14 June 2008
Inchiesta Montepulciano: la Vecchia Cantina rinuncia al ricorso, meglio collaborare...ma in fretta
Mentre a Montalcino proseguono in un mare di contraddizioni le indagini sul Brunello, a Montepulciano i vertici della Vecchia Cantina, l'azienda storica il cui presidente Enrico Trabalzini è stato raggiunto da avviso di garanzia, hanno deciso di non effettuare alcun ricorso ma preferiscono la linea collaborativa, certi che, come riporta La Nazione di Siena, "chiarendo la posizione della Vecchia Cantina si possa giungere poi allo sblocco del vino, se non tutto almeno in larga parte". Ricordo infatti che la Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato migliaia di bottiglie di vino dalla cantina, con l'ipotesi che abbia impiegato uve provenienti da zone estranee al disciplinare del Nobile di Montepulciano. I vertici della Cooperativa non escludono però, in caso di necessità, la possibilità di depositare un'istanza di dissequestro attraverso lo studio legale Paoletti. L'autrice dell'articolo de La Nazione di Siena, Laura Valdesi, sottolinea che non si esclude che sulla scelta della rinuncia al ricorso abbia influito lo scarso successo ottenuto dal ricorso al riesame nel caso del Brunello. La massiccia presenza di Fiamme Gialle in questi giorni a Montepulciano, lascia presumere che l'indagine non si fermerà alle attuali aziende Vecchia Cantina e Gattavecchi.
Dal momento in cui è stato imposto lo stop alle attività dagli inquirenti, è stato stipulato un accordo sindacale aziendale che ha garantito l'impiego dei dipendenti in attività interne straordinarie fino al 15 giugno, cioè domani che è domenica. A questo punto, la situazione si fa realmente difficile per i numerosi lavoratori di questa importante realtà che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie. Speriamo che, come troppo spesso accade, non siano loro a dover pagare per le eventuali scelte irresponsabili dei vertici.
{ Inserito da RoVino in notizie dal mondo }
{ 0 commenti }
Friday 13 June 2008
Laghi DiVini: festival di vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani
Quale migliore occasione, con l'approssimarsi dell'estate (che speriamo non ci dia le stesse delusioni della primavera), di una bella puntata al lago di Bracciano, dove potrete divertirvi a noleggiare una piccola imbarcazione se siete appassionati di vela, oppure godervi semplicemente la tintarella, o ancora andare a visitare lo splendido Castello Orsini del comune omonimo? Ma c'è una ragione in più per andare a meno di 60 km a nord di Roma, l'evento LAGHIDIVINI, Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani, che si svolgerà nello splendido Complesso conventuale di Santa Maria Novella dal 20 al 22 giugno.
La manifestazione è ideata da Epulae Bracciano, un'associazione culturale con finalità di promozione della cultura enogastronomica, che si propone di valorizzare i vini prodotti nei territori lacustri, favorendone la conoscenza e l'apprezzamento, ma anche per divulgare e valorizzare un patrimonio di grande valore: i laghi. Sono infatti coinvolte ben 15 località, dall'Alto Adige alla Sicilia, e più di cinquanta aziende vitivinicole le cui produzioni insistono nelle vicinanze dei territori lacustri. Banchi d'assaggio, conferenze, seminari, mostre, concorsi, concerti, proiezioni di film e filmati, cene, degustazioni guidate e laboratori in tema. le degustazioni si svolgeranno nell'apposito banco d'assaggio suddiviso in settori, uno per ogni lago, presso il cinquecentesco Chiostro degli Agostiniani. Non mancheranno, ovviamente, cene con menu a base di pesce di acqua dolce, laboratori e degustazioni guidate di prodotti enogastronomici di eccellenza e, inoltre, proiezioni di film e filmati, seminari, conferenze, mostre, concorsi e concerti in tema.
L'ingresso alla manifestazione è libero. Per partecipare alle attività di degustazione è richiesto un contributo di 5 euro, che dà diritto a un bicchiere da degustazione, tracollina, brochure ed alla possibilità di partecipare a tutte le degustazioni ed eventi in programma nella giornata.
Per ulteriori informazioni sul programma e su come raggiungere la località laziale: http://www.laghidivini.it/
{ Inserito da RoVino in eventi imperdibili }
{ 0 commenti }
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 4 di 99 } { E dopo cosa c'è? }
|
Chi siamo
|