Wednesday 2 July 2008
L'azienda vinicola Baroncini di S.Gimignano devastata da un incendio
Questa notte, un incendio di probabile origine dolosa ha causato gravi danni alla nota azienda vinicola Baroncini di San Gimignano (Siena). Dalle prime indagini sembrerebbe che l'incendio sia stato appiccato da un membro della famiglia dopo una violenta discussione. Le fiamme si sono sviluppate negli uffici e poi si sono propagate in tutta la tenuta, raggiungendo l'abitazione del custode dove vive anche una famiglia dello Sri Lanka che si è messa fortunatamente in salvo. Il danno ammonta, secondo le prime stime, a 300 mila euro.
La famiglia Baroncini ha una lunga tradizione vitivinicola e olivicola, tramandata di generazione in generazione; oltre a produrre vino sotto il proprio nome, la famiglia è proprietaria di un gruppo di aziende sotto il marchio "Terre Vitate": Il Faggeto, dove viene prodotto il Nobile di Montepulciano, Aia della Macina, in Maremma, dove nasce il Morellino di Scansano, Poggio Castellare a Montalcino per il Brunello e il Rosso, Fattoria Sovestro e Torre Terza dove vengono prodotti numerosi vini fra cui il Chianti Colli Senesi e la Vernaccia di S.Gimignano, infine la Georgian Vineyard, situata a Kvareli in Georgia, dove si produce il Cabernet Saperavi.
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Saturday 14 June 2008
Inchiesta Montepulciano: la Vecchia Cantina rinuncia al ricorso, meglio collaborare...ma in fretta
Mentre a Montalcino proseguono in un mare di contraddizioni le indagini sul Brunello, a Montepulciano i vertici della Vecchia Cantina, l'azienda storica il cui presidente Enrico Trabalzini è stato raggiunto da avviso di garanzia, hanno deciso di non effettuare alcun ricorso ma preferiscono la linea collaborativa, certi che, come riporta La Nazione di Siena, "chiarendo la posizione della Vecchia Cantina si possa giungere poi allo sblocco del vino, se non tutto almeno in larga parte". Ricordo infatti che la Guardia di Finanza ha recentemente sequestrato migliaia di bottiglie di vino dalla cantina, con l'ipotesi che abbia impiegato uve provenienti da zone estranee al disciplinare del Nobile di Montepulciano. I vertici della Cooperativa non escludono però, in caso di necessità, la possibilità di depositare un'istanza di dissequestro attraverso lo studio legale Paoletti. L'autrice dell'articolo de La Nazione di Siena, Laura Valdesi, sottolinea che non si esclude che sulla scelta della rinuncia al ricorso abbia influito lo scarso successo ottenuto dal ricorso al riesame nel caso del Brunello. La massiccia presenza di Fiamme Gialle in questi giorni a Montepulciano, lascia presumere che l'indagine non si fermerà alle attuali aziende Vecchia Cantina e Gattavecchi.
Dal momento in cui è stato imposto lo stop alle attività dagli inquirenti, è stato stipulato un accordo sindacale aziendale che ha garantito l'impiego dei dipendenti in attività interne straordinarie fino al 15 giugno, cioè domani che è domenica. A questo punto, la situazione si fa realmente difficile per i numerosi lavoratori di questa importante realtà che conta su circa 1000 ettari di vigneti, dei quali 280 destinati al Nobile e 150 al Rosso, con una produzione annua complessiva tra i 2,5 e i 3 milioni di bottiglie. Speriamo che, come troppo spesso accade, non siano loro a dover pagare per le eventuali scelte irresponsabili dei vertici.
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Thursday 12 June 2008
Montalcino: I funzionari del TTB tornano a casa dopo il primo incontro, ma senza i nomi
Era prevedibile che non sarebbero usciti fuori i nomi delle aziende indagate, neanche di fronte alla minaccia del blocco delle importazioni, e che i funzionari dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB) sarebbero tornati a casa con un pugno di mosche (fonte La Nazione di Siena). La minaccia del blocco delle importazioni non è servita a indurre il Vice presidente vicario del Consorzio del Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni, a dichiarare cose di cui solo la magistratura è realmente informata: "I nomi non li sappiamo neanche noi e ci siamo limitati a dire che ne abbiamo letti alcuni sui giornali". Cencioni mette in chiaro la differenza di vedute fra il Consorzio e il ministro Luca Zaia, che si era mostrato disponibile ad una revisione del disciplinare del Brunello: "La maggior parte di noi - spiega Cencioni, proprietario dell'azienda Capanna - si è già espreso in modo decisamente contrario a questa ipotesi". La questione sangiovese in purezza non è da mtere in discussione, almeno con i membri dell'attuale Consorzio. Le dimissioni da presidente del conte Francesco Marone Cinzano non hanno cambiato di una virgola la loro posizione. Secondo Cencioni, inoltre, "l'annata 2003 è conforme al disciplinare, sarà poi la magistratura a dirci se ha ravvisato delle irregolarità sul vino sottoposto a un sequestro, lo ricordo, di tipo cautelativo". Per quanto riguarda i tempi dell'inchiesta, l'augurio è che si risolva in tempi rapidi perché "se si andasse oltre l'estate ci sarebbero dei contraccolpi sulle vendite che, invece, fin qui non hanno accusato problemi". Purtroppo le speranze del vice presidente vicario son vane, poiché è ormai certo che l'inchiestra si protrarrà almeno fino all'autunno inoltrato. I funzionari dell'Attb hanno avuto contatti anche con con tutti gli enti titolati ai controlli sull'agro-alimentare, Nas compresi, "Ma il loro atteggiamento - ha concluso Cencioni - è stato quello di persone che vogliono capire e che sono interessate a proseguire nell'importazione del nostro apprezzatissimo Brunello", purché gli sia garantito che è sangiovese in purezza, come dichiarato dal disciplinare.
A questo punto, tenendo conto che i vertici del consorzio e numerosissimi produttori sono strenui difensori dell'attuale disciplinare, viene naturale chiedersi quali siano i reali propositi del ministro Zaia e i compiti della neo-eletta Commissione di garanzia e, soprattutto, da chi dovranno guardarsi tutti quei produttori che da sempre hanno creduto, investito, speso ttute le loro energie per proporre un vino unico e inimitabile, uno dei più grandi vini al mondo, ottenuto da quel sangiovese grosso che a Montalcino trova la sua massima espressione? La risposta, purtroppo, mi sembra fin troppo facile.
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Wednesday 11 June 2008
Montalcino: incontro fra il Consorzio del Brunello e i funzionari americani del TTB

Ieri pomeriggio ha preso il via una serie di incontri fra il Consorzio del Brunello di Montalcino e i funzionari dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB), del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Questi incontri avranno come scopo di trovare le possibili soluzioni per evitare il blocco delle esportazioni di Brunello minacciato dagli Usa, a partire dal 23 giugno, a causa dell'inchiesta della magistratura sulle possibili violazioni del disciplinare di produzione. I temi caldi, non potrebbe essere altrimenti, saranno la richiesta dei nomi delle aziende coinvolte e una precisa indicazione delle ipotesi di reato su cui la magistratura sta indagando, ma anche la garanzia sulle analisi dei prodotti destinati al mercato Usa, con relativa rietichettatura. Infine, sarà con tutta probabilità percorsa la strada di una soluzione politica, ovvero un accordo governativo tra Roma e Washington. La posta in gioco è molto alta e non è escluso che, se non a breve, prima o poi il disciplinare del Brunello verrà rivisto, a scapito della stragrande maggioranza dei produttori che hanno lavorato seriamente nel rispetto delle regole della docg, ma soprattutto che nella forza e unicità del sangiovese grosso, detto appunto "brunello", hanno sempre creduto.
Interessante e indicativo di quali possano essere le future strade del Brunello di Montalcino, l'articolo de La Nazione di Siena che riporta i commenti del ministro Zaia durante il Vinitaly Russia 2008: "Noi siamo pronti alla mediazione. Se serve un disciplinare nuovo, i produttori lo preparino in tempi brevi e, come ministero, siamo pronti a confrontarci in tempi altrettanto brevi". E ancora: "Il problema va risolto anche per la nostra credibilità internazionale. Non si tratta di una questione di sicurezza alimentare. Il fatto è che da noi, magari, il grande pubblico non sa neppure che il Brunello è fatto con il Sangiovese, ma sui mercati noi siamo produttori leader e ci viene perdonato molto meno che ad altri. Questo per noi deve restare un caso isolato. E' come trovarci di fronte ad un malato eccellente: dobbiamo curarlo subito e bene per evitare di dover intervenire in modo drastico, poi, in sala operatoria". A buon intenditor...
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Tuesday 10 June 2008
Francesco Marone Cinzano lascia l'incarico di presidente del Consorzio di Montalcino
Come era intuibile, dopo il deciso intervento del ministro Luca Zaia che ha stabilito con un decreto la rimozione dell'incarico di tutela da parte del Consorzio del Brunello di Montalcino, sostituendolo con una apposita Commissione di garanzia, il Conte Francesco Marone Cinzano, responsabile della nota azienda ilcinese Col d'Orcia, si è dimesso dal ruolo di presidente, che verrà occupato con delega "ad interim", come da statuto, dal Vice presidente Vicario Patrizio Cencioni. Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio, riunitosi ieri pomeriggio, ha deciso di convocare a breve una nuova assemblea, presumibilmente entro la fine della prossima settimana, per la nomina del nuovo Presidente.
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