Monday 22 October 2007
Che c'azzecca il Friuli con la cucina della Sabina? C'azzecca, c'azzecca...
Lo so, la prima cosa che ti insegnano riguardo gli abbinamenti cibo/vino è che i migliori sono quelli regionali, tipo "con il cotechino ci vuole il Lambrusco". A parte gli scherzi, in effetti è spesso così, ma sarebbe triste se ci limitassimo ad accettare per scontato questo concetto. In realtà, grazie a Dio, visto che nessuno ci punta dietro una pistola, quando andiamo al ristorante abbiamo la possibilità di sperimentare, tentare voli pindarici (tanto il rischio è tutto nostro...e dei malcapitati che potrebbero subire i nostri capricci maniacali), accostamenti azzardati, semplicemente per il gusto di verificare "cosa potrebbe succedere".
Ieri, domenica 21 ottobre, giornata decisamente fredda a causa di una tramontana che toglieva qualsiasi fantasia di fare "passeggiate romantiche", la mia inseparabile consorte ed io abbiamo deciso di pranzare al Ristorante degli Angeli, situato in Località Madonna degli Angeli a Magliano Sabina (0744/91377), in provincia di Rieti. Ambiente sobrio e perfettamente in tono con lo stile delle tipiche dimore d'epoca della Sabina, vanta una cucina legata alla tradizione locale con un tocco di originalità. La carta dei vini è più che soddisfacente, suddivisa per tipologia di vino e per regione, con uno spazio giustamente ampio per i vini della zona, ma che offre alcune perle come i tre Sorì di Angelo Gaja.
L'abbinamento "non standard" che ho voluto fare è stato la Faraona alla leccarda con crostini di interiora (piatto tipico sabino, del costo di 8,60 euro) e il COF Cialla Schioppettino 2003 dell'azienda friulana Ronchi di Cialla (proposto a 36 euro). Ebbene, niente di più azzeccato, chi l'avrebbe mai detto! il piatto era intenso, saporito, abbastanza succulento ma senza eccessi in grassi, mentre il vino possedeva una notevole forza espressiva, giocata su note appena selvatiche, frutti di bosco e una bella sfumatura di pepe bianco, mentre al palato il tannino maturo ma ben presente stemperava molto bene e il frutto abbondante, arricchito da una bella speziatura, bilanciava perfettamente l'intensità e la persistenza aromatica della faraona. Uno esaltava l'altro, facendomi dimenticare la temperatura piuttosto rigida che mi attendeva all'esterno. Una gran bella soddisfazione.
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