Sunday 21 October 2007
Riforma sull'editoria: la "correzione" del ministro Gentiloni
Come era prevedibile, il can can (e il tam tam) che si è generato appena è stata divulgata la notizia sulla nuova riforma sull'editoria che, così come è stata approvata dal governo, lascia aperto il campo a qualsiasi interpretazione relativamente alle pubblicazioni su internet, è arrivata la "correzione" da parte del ministro Gentiloni, riportada da Repubblica: "Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".
"Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana. Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog". E prosegue: "meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare".
Bene, staremo a vedere, ma mi domando come possa il ministro delle comunicazioni pensare che una riforma riproponga ciò che già esiste! Se così fosse, allora non avrebbe senso scrivere un nuovo Ddl, o no?!?
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RoVino in
le sorprese non finiscono mai }
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