Monday 1 October 2007
Sissi non è solo una principessa ma anche un ottimo ristorante di Merano

Non ho potuto fare a meno di tornare, a distanza di quattro anni, nel ristorante Sissi di Andrea Fenoglio (a sinistra nella foto), situato in Via Galilei 44 a Merano. Il proposito, a dirla tutta, era di mia moglie, ma io l'ho accolto con molto interesse, poiché allora ebbi un'impressione positiva ma con qualche riserva su alcuni piatti. Dopo quattro anni era un'occasione ghiotta per verificare lo stato dell'arte di uno chef di matrice piemontese ben saldo nel territorio altoatesino.
Il ristorante nasce nel 1991 in un piccolo edificio di Via Plankenstein, al posto di un negozio di alimentari e di una sartoria. Le dimensioni sono contenute, solo 6 tavoli e una cucina che conteneva lo stretto indispensabile. Nel 1998 Andrea riesce a trovare una collocazione più idonea, quella attuale, che gli consente di raggiungere oltre il doppio dei posti e una cucina più adeguata. La prima volta che andai con Laura al Sissi, senza aver prenotato, la sala era piena, ma per fortuna era libero il mitico "tavolo 11" (nella foto sotto), collocato nel piccolo ma intimo ingresso. Il ristorante dispone anche di un piano superiore dove è collocato un unico tavolo quadrato che può ospitare in assoluta tranquillità dalle 10 alle 16 persone. Nel complesso la disponibilità di posti totale è di circa settanta.

Non posso farvi la cronistoria dei piatti che abbiamo ordinato, perché non l'ho scritta, avevo troppo desiderio di rilassarmi da una giornata piuttosto intensa. Però l'antipasto di apertura, l'uovo nell'uovo, valeva da solo l'esperienza. Quello che posso dirvi però è che Andrea e il suo attuale staff hanno raggiunto un livello davvero notevole, riuscendo a trovare un equilibrio quasi perfetto fra la cucina mediterranea e quella internazionale, senza quei leggeri eccessi aromatici e di accostamento che avevo notato la volta precedente.
Da apprezzare anche la buona disponibilità di vini al bicchiere, ideale per una sequenza di piatti non omogenei. Immancabile, data la mia enorme passione per la Cantina di Terlano, lo straordinario Pinot Bianco Vorberg Riserva 2002, un vino talmente intenso e saporito che non ho potuto evitare di prenderne un altro bicchiere; sempre ottimo il Trentino Pinot Nero 2005 di Giorgio Grai, un vero maestro. Il Riserva del Conte 2005 della Tenuta Manincor, a base lagrein, merlot e cabernet, mi ha entusiasmato meno, mi è sembrato più scontato e prevedibile. Infine non potevo perdermi una delle chicche di questo ristorante, il Berenauslese 2005 di Feiler-Artinger, straordinariamente fresco e dolce solo quello che serviva per accompagnare uno dei deliziosi dessert proposti sulla carta.
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