Monday 27 August 2007
Una settimana in Alto Adige, un'esperienza che mi rimarrà nel cuore
Sono tornato in quella terra le cui vicissitudini storico-politiche hanno lasciato un segno profondo, problematiche mai chiuse né tanto meno risolte. Etnie diverse che faticano a confrontarsi e a fidarsi le une delle altre, spesso a causa di comportamenti estremistici (di pochi) che minano o quanto meno rendono difficoltosa la convivenza. Certamente nei periodi dove si affolla il turismo si respira un'aria apparentemente più serena e disponibile, ma è un fatto che certe questioni siano sempre dietro l'angolo, pronte ad emergere appena se ne presenta l'occasione.
Io che non sono mai stato un nazionalista ma che ho sempre creduto in un mondo che può fare a meno di confini, a meno che questi non siano naturali, non imposti con la forza da chicchessia, guardo alle differenze come ad una possibilità di arricchimento, guardo alle diverse lingue e culture come ad un'occasione unica per allargare le mie conoscenze, ad uno stimolo per imparare, per scoprire ciò che non fa parte del mio bagaglio di esperienze. Ma è poi il vivere quotidiano in una certa realtà, lo sperimentare sulla propria pelle le tensioni, le incomprensioni, gli ostacoli al vivere civile, che determinano nella maggioranza dei casi una posizione più dura, intollerante, chiusa, non disposta a scendere a patti e mettersi in gioco. Le mie restano, quindi, delle belle fantasie, perché spesso la gente, o almeno parte di essa, si dimostra non pronta a fare certi passi, per nulla sostenuta dal mondo politico che ha ben altri interessi che il bene comune.
Il mio breve soggiorno nel bolzanese, però, non poteva certo consentirmi di vivere sulla pelle i problemi intestini di questa terra straordinaria, di comprendere pienamente le complesse dinamiche che alimentano le difficoltà del quotidiano, ma mi ha permesso di conoscere persone e luoghi che rimarranno a lungo nei miei ricordi, sette giorni intensi e rilassanti, di cui avevo fortemente bisogno. Come rimarranno bene impresse nella mia mente le strade perfettamente asfaltate, senza la benché minima buca, la pulizia, la civiltà degli abitanti, ovunque sia passato, da Bozen a Meran, da Algund a St.Paul, lungo gli stretti viali che formano la Südtiroler Weinstraße, la stupenda strada del vino che attraversa vigneti e frutteti. La pioggia che mi ha accompagnato più volte, non ha minimamente inciso sul mio umore, al contrario ha portato una ventata di freschezza e reso il soggiorno assai piacevole.
Per quanto riguarda l'enogastronomia mi sono concesso numerose esperienze (più gastro che eno per non annoiare la mia amata sposa), ricevendo piena conferma che l'Alto Adige gode di ottima salute e sta crescendo sensibilmente, soprattutto dal punto di vista della ristorazione. Non appena avrò sviluppato le foto della vacanza, scriverò nel dettaglio le diverse, in alcuni casi memorabili, esperienze culinarie e le degustazioni di alcuni eccellenti vini bianchi e rossi. Non ho fatto scoperte, i locali sono già noti, ma vale comunque la pena parlarne date le ottime impressioni ricevute. Per ora vi anticipo alcuni nomi: il Kirchsteiger di Christian e Lenka (Völlan-Lana), il Zum Löwen di Alois e Anna Matscher (Tisens-Tesimo), il Zur Rose dello straordinario Herbert Hintner (San Michael Eppan-San Michele Appiano). Ma ci sono anche ottime osterie contadine dove è possibile apprezzare i piatti tipici altoatesini, dai canederli ai finferli.
La base per le mie passeggiate quotidiane è stata il Maratscher, un delizioso albergo situato ad Algund (Lagundo), alla base del Parco Naturale del Gruppo di Tessa, a poco più di un chilometro da Merano, gestito da Doris Moser, una donna dallo sguardo che sembra rispecchiare l'affascinante paesaggio della Valle dell'Adige, una persona magnifica, di grande simpatia e sensibilità, che ha allestito con tocco tipicamente femminile e artistico le undici deliziose camere: colore e poesia, una veduta sulla valle e sul sottostante giardino che aprono il cuore e i polmoni. Oggi Doris può cominciare a contare sul supporto del figlio Philip, un ragazzo che potrebbe far perdere la testa a numerose adolescenti. Non c'è il ristorante, chiuso dopo vent'anni di successi quando Philip aveva 5 anni, ma la mattina fino alle 11 si possono fare delle abbondanti colazioni, con torte e marmellate fatte in casa (fichi, mele cotogne, lamponi, pesche e tante altre), yogurt e pane fresco, latte e caffé, uova fresche, salumi e formaggi. Doris ci tiene a rendere piacevole il soggiorno e ha curato con molta attenzione le camere, non solo nell'aspetto gradevolissimo ma anche nella scelta dei materiali, come gli eccellenti materassi, che mi hanno permesso di fare dei lunghi e ininterrotti sonni senza il benché minimo fastidio alla schiena (mio punto dolente). Grazie alla vicinanza con Merano, il Maratscher, rappresenta un ottimo punto di riferimento anche in occasione dell'autunnale Merano International WineFestival & Culinaria.
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