Friday 6 July 2007
Quando l'umanità fa la differenza: tre amici di Suno, Cureggio e Borgomanero

C'è una provincia del Piemonte alla quale sono particolarmente affezionato, per la splendida gente che ho conosciuto, per la bellezza dei luoghi e il fascino della loro storia, per la qualità dei vini e dei cibi, per le emozioni che mi ha lasciato dentro: il Novarese. Per questa ragione, anche se raramente ho occasione di frequentarla a causa della notevole distanza (oltre 700 chilometri), mi fa piacere poterci tornare almeno con la mente e con il cuore. E questa volta desidero dare maggiore risalto alle persone, tre in particolare, che mi hanno lasciato dei bellissimi ricordi e mi hanno permesso di arricchire la mia esperienza sotto tutti i punti di vista.
Persone come Alfonso Rinaldi, la cui simpatia ed energia ti coinvolgono sin dal primo momento, dandoti l'impressione di averlo sempre conosciuto e di far parte in qualche modo della sua famiglia, non capitano tutti i giorni. Da anni Alfonso coltiva con un amore sincero e appassionato la sua piccola vigna di greco del novarese o erbaluce a pochi chilometri dal comune di Suno, proprio di fronte alla casa dove abita, in via Botticella 13. Il suo unico vino, Colline Novaresi Bianco Costa di Sera dei Tabacchei è sempre motivo di emozione: in quel nettare si percepisce la fatica e l'impegno nel curare e seguire passo passo ogni pianta con attenzione certosina, nell'aiutare i tralci a prendere la direzione migliore, nel garantire sole ma anche copertura fogliare sufficiente a non cuocere gli acini, nel fornire quel minimo di risorsa idrica che a volte le stagioni calde richiedono. Per la vinificazione e l'imbottigliamento, invece, ha dovuto affidare il compito alle Cantine Guidetti, non disponendo di una propria cantina, ma con l'aiuto degli amici che credono in lui e nelle grandi qualità del suo vino, sta finalmente lavorando per concretizzare il suo sogno e poter seguire il processo produttivo in modo completo. Alfonso mi ha scritto più di una volta, anzi ci ha scritto, visto che ha conosciuto anche Laura, mia moglie, e le sue lettere davvero gradite sono la testimonianza di una persona calorosa e onesta, legata ancora ad una vita fatta di cose semplici ma di valori concreti. A pensarci bene è l'unica persona che conosco, che per comunicare non usa il computer, non invia mail, ma preferisce la classica lettera da affrancare e spedire, cosa davvero stupenda perché su quella busta e nel foglio in essa contenuto c'è un aspetto comunicativo della persona, che emerge attraverso la sua calligrafia, che con il mezzo elettronico non sarà mai riproducibile.

E poi c'è Gianluca Zanetta, proprietario con la moglie Raffaella di un bellissimo agriturismo situato nei pressi di Cureggio, La Capuccina, dove si mangia egregiamente e si dorme in assoluta beatitudine, lontano dai rumori fastidiosi della città. A Gianluca devo molto, perché è stato proprio lui a farmi conoscere più a fondo la realtà, i luoghi e le persone di questa zona straordinaria; è un personaggio incredibile, una fonte di idee, una mente fervida e attiva, instancabile. Parlare con lui è elettrizzante, istruttivo, coinvolgente, sia che si tratti di un argomento di cucina che di uno spaccato di storia locale. Gianluca è fondamentale, perché la sua energia e le sue convinzioni fanno breccia anche sugli altri, ce n'è bisogno, perché questa è una zona bisognosa di farsi conoscere e apprezzare meglio, dove nel raggio di pochi chilometri ci sono denominazioni importanti e mai abbastanza riconosciute come la Docg Ghemme, che coinvolge il comune omonimo e il vicino Romagnano Sesia e nasce da uve nebbiolo, qui chiamato "spanna", con il contributo di vespolina e uva rara (o bonarda novarese); le Doc Boca, che si estende a nord di Ghemme ed è ottenuta sempre da nebbiolo ma con una percentuale maggiore di vespolina e uva rara, Sizzano, situata invece subito sotto Ghemme e ottenuta sempre con le stesse uve, Fara, ancora più a sud, quasi a ridosso di Novara, stesse uve con percentuali diverse. A queste si va ad aggiungere la Doc Colline Novaresi, che abbraccia l'intero territorio e prevede le tipologie Bianco (erbaluce in purezza), Rosso (anche da monovitigno) e Novello. Il nebbiolo rimane il vitigno di base e dimostra di apprezzare pienamente queste terre di origine morenica, ricche di granito, porfido, detriti ghiaiosi e formatesi dai depositi trasportati a valle e accumulati nel tempo dal ghiacciaio del monte Rosa. Infatti i vini sono spesso segnati da note minerali, hanno più eleganza che potenza, esaltano alcune caratteristiche del vitigno e in molti casi possono evolvere molto bene.
Gianluca è nipote di Piero Bertinotti, straordinario chef e conoscitore di vini, proprietario del ristorante Pinocchio a Borgomanero, una vera perla del territorio che va assolutamente conosciuta. Piero è un'altra di quelle persone che mi sono rimaste nel cuore, così come la moglie Luisa e la figlia Paola. Non crediate che la gestione di un ristorante come Pinocchio sia facile, i successi, la clientela, la qualità elevatissima dei prodotti e della cucina, sono cose che si conquistano con grande fatica e lavoro, dedizione, sacrificio, tanto che Piero si è trovato a dover combattere con problemi fisici dovuti al continuo operare sempre in piedi. Sta di fatto che l'umanità di queste persone va ben oltre il semplice "trattare bene la clientela", l'atmosfera che si respira non è mai fredda o formale, il dialogo diventa un fatto naturale che va ben oltre la semplice descrizione dei piatti creati da Piero. Fra le "opere" che più mi hanno emozionato ricordo l'uovo in piedi, una pietanza difficile da preparare, con ingredienti che variano secondo le stagioni e che Alain Ducasse ha richiesto di poter inserire nel menu del suo ristorante Essex House a New York. Una tappa da non mancare per tutti coloro che nella cucina cercano emozioni che vanno ben oltre il semplice bisogno di soddisfare la propria fame. Quello che più mi piace è la straordinaria misura, non c'è nulla di eccessivo né esteticamente né nella scelta dei sapori, c'è una forte corrispondenza di linguaggio fra la presentazione e il gusto, e questo fa la profonda differenza.
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