Monday 19 March 2007
Cinque Terre mon amour...o della viticoltura eroica

Si, ci sono due (ma in fondo molte di più) ragioni per cui amo le Cinque Terre, la prima è conseguente e ve ne parlerò più avanti. Ho conosciuto questi luoghi baciati dal mare almeno una ventina di anni fa e, a parte qualche azzardo edilizio, debbo dire che per la loro stessa collocazione impediscono agli uomini di deturparli. Certo, chi abita qui non fa una vita facile, i giovani tendono ad andare a lavorare a Spezia, raggiungibile in dieci minuti con il treno (a sua volta estremamente comodo perché attraversa ciascun paese). Innanzitutto, per chi non le conoscesse vi dico subito che partendo dal capoluogo e salendo a nord, si incontra per primo Riomaggiore, poi seguono Manarola (di cui potete ammirare la prima foto, scattata dalla finestra del ristorante "Dal Billy", a cui sono particolarmente legato), Corniglia (raggiungibile dalla stazione facendo una salita di oltre 300 scalini!), Vernazza e Monterosso. Per chi non ama gli scogli e le discese a mare difficoltose, l'unica possibilità è Monterosso, che offre una lunga spiaggia, in gran parte prodotta dall'uomo.
Si tratta di luoghi affascinanti, di quelli che ti fanno innamorare, dove la gente vive ancora di artigianato e pesca, mentre altri si fanno letteralmente il mazzo nell'allevare la vite in luoghi dove non passa praticamente alcun mezzo di supporto. Non a caso per molti anni la viticoltura ha subito un progressivo abbandono, perché le nuove generazioni hanno preferito lavori meno difficoltosi. Oggi c'è una certa ripresa, soprattutto nelle parti interne, come a Volastra. Ovviamente qui c'è anche l'olivicoltura e molte altre attività agricole, ma il vino, come ben sapete è la cosa di cui mi interesso più da vicino.
Ma qual'è la ragione per cui sono, anzi siamo tornati in questi posti incantevoli? E' una ragione di cuore, infatti pur non essendo nati né cresciuti in questi luoghi, io e la mia amata Laura abbiamo scelto di sposarci qui, per la precisione a Vernazza, il 5 maggio 2001. Abbiamo sentito quindi il desiderio di tornare per goderci un fine settimana, passando prima di tutto da Billy (nella foto con Laura), dove abbiamo fatto un memorabile pranzo di nozze, totalmente informale e spensierato.

Billy è un personaggio, conosciuto in mezzo mondo per via dei suoi frequenti viaggi. Pescatore, basta guardarlo per capirlo, anche se oggi lamenta che le recenti limitazioni poste con la promozione delle Cinque Terre a patrimonio di tutela dell'UNESCO, lo hanno spinto a rinunciare quasi del tutto a dedicarsi alla pesca. La sua trattoria è collocata molto bene, incastonata nella collina che domina Manarola, con vista sul mare, sebbene non vicinissimo. Si mangiano i piatti tipici della zona, senza dubbio molto ben fatti, anche se ultimamente, forse proprio per conseguenza delle limitazioni sul pescato, c'è una parte della fauna ittica congelata (prevalentemente polpi, seppie, gamberetti...). Vi consiglio comunque di andarci, perché il pesce fresco c'è sempre, basta chiedere. E non manca mai il buon Cinque terre della Cantina sociale.

Ecco un'altra particolarità davvero simpatica di questi luoghi. Qui siamo sempre a Manarola e, invece della auto, che non sono autorizzate a transitare (anche perché finirebbero a mare), possiamo vedere le barche parcheggiate a spina di pesce (e in un posto di mare non potrebbe essere altrimenti).

Dicevamo della viticoltura eroica di questi luoghi. Ecco un tipico esempio: sopra la ferrovia di Vernazza si erge sulla collina un vigneto terrazzato. Come potete vedere, non c'è modo di fare arrivare qui un seppur piccolo mezzo motorizzato.

Ecco un altro esempio, sempre a Vernazza.

Di nuovo a Manarola. Questo è l'approdo per le barche, molto piccolo ma sufficiente per un paese di queste dimensioni. Di fronte, dove vedete la ringhiera, inizia la famosa Via dell'amore, fino al 2001 gratuita e oggi, che è sotto la tutela dell'UNESCO in quanto "Patrimonio Mondiale dell'Umanità", si paga per transitarla. Questo tratto va da Manarola a Corniglia, ma attualmente è interrotto a causa di una caduta di massi, fenomeno purtroppo assai frequente, dato dalle pareti scoscese e sassose. Qui, i costi per riparare i danni sono sempre elevati, poichè per spostare i massi è necessario l'intervento dell'elicottero.

Ed ecco Manarola vista dalla parte della Via dell'amore. Non è un gioiellino? Io ne sono innamorato, anche se riconosco che Vernazza è più carina e accogliente, ma sarà questa estrema semplicità, il fatto che non ci sia neanche una riva, mentre a Vernazza, al porticciolo è stata ricavata una piccola spiaggetta, per me Manarola ha un fascino tutto particolare.

Un particolare dell'insenatura situata a sinistra del porticciolo. Quelli che vedete in acqua non sono bagnanti (sebbene a Monterosso, nonostante si fosse all'inizio di marzo, qualcuno si faceva il bagno), ma semplici galleggianti.

Questa invece è la bellissima chiesa S. Maria di Antiochia a Vernazza, situata proprio davanti al mare. Pensate che le fondamenta risalgono al 1300!

Il giradinetto con annessi giochi per bambini, fotografato dalla stazione di Vernazza. Come potete vedere il sole non lo illumina più (è pomeriggio), poiché c'è la collina che lo nasconde.

Vabbé, questa barca è solo una scusa per fare una foto giocata sull'azzurro...

E come non rimanere incantati a guardare l'acqua che si infrange sugli scogli?

Ecco una tipica vineria di Vernazza, non sembra un quadretto?

E come potevo non immortalare questo bellissimo gatto?

Come vedete, anche qui, una bella fila di barche, quasi davanti all'ingresso della chiesa. Spero di non avervi annoiato troppo...
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