Thursday 25 January 2007
La sensualità (costruita) di Paris Hilton nelle bollicine del Prosecco in lattina
Quando la pubblicità è così sfacciata da non lasciare possibili dubbi. Paris Hilton, giovane ereditiera della famiglia titolare della famosa catena alberghiera (Hilton) che sta scalando i vertici della notorietà tra gossip e pubblicità (ma nessuno mi toglie la convinzione che la sua fortuna sia cominciata proprio con quel video hard che il suo ex fidanzato aveva ripreso e poi messo in circolazione), tanto che anche in Italia abbiamo pensato bene di utilizzarla (in compagnia di Amendola nello spot di "3") per goderne gli effetti sulle vendite, oggi ha una ragione in più per essere sulla bocca di tutti: il nuovo spot proposto dalla Rich, un'azienda tedesca che sta commercializzando un Prosecco in lattina. Perché tanto scalpore? Semplicemente perché la pulzella è stata recentemente arrestata perché guidava in stato di ebbrezza. Dunque un pessimo esempio per i giovani (solo per questo? Per il resto è da imitare?). In più c'è la questione "Prosecco", un vino che ha una sua storia e una sua tradizione, certamente non una qualità "in grado di competere ad armi pari con gli champagne francesi", come paventa la Coldiretti, ma sicuramente patrimonio indiscusso di un territorio e delle genti che da tempo immemore lo producono con impegno e lavorano perché la sua immagine sia simbolo di qualità e non diventi certo una banale bevanda da confinare in un barattolo di latta.
Guardando il sito della Rich, sembrerebbe fra l'altro che fra le zone a cui questo prodotto è indirizzato ci sia anche la Russia, che mi domando quanto conosca il vero Prosecco made in Italy.
A me viene però da dire che, se oggi certe pubblicità funzionano anche nella vecchia Europa, vuol dire che qualcosa è cambiato anche da noi. Se basta un personaggio dubbio come la Hilton per alzare le vendite di un prodotto, non sarebbe giusto farsi un esamino di coscienza? Mi riferisco a noi consumatori, ai quali non è stato ancora asportato il cervello, non siamo proprio noi quelli che determinano se una pubblicità ha successo oppure no? Non siamo noi che dobbiamo mettere mano al già fortemente alleggerito portafoglio per acquistare un simile prodotto? Siamo obbligati? Allora, se la lattina avrà successo grazie alle moine della Hilton (e non al suo contenuto), vorrà dire che questo è quello che ci meritiamo. Inutile scandalizzarsi se alla base c'è la mancanza di spirito critico dei consumatori. Staremo a vedere...
{ Inserito da RoVino in ne vogliamo parlare }
{ 8 commenti }
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OT
{ Inviato da DanielaD/Tartare/SenzaPanna }
non c'entra nulla ma è un invito-pubblicità: partecipate al concorso fotografico di Emmentaler
http://senzapanna.blogspot.com/2007/01/concorso-fotografico-emmentaler.html
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{ Inviato da Jacopo Cossater }
Mi permetto di intervenire perchè ho seguito con una certa attenzione ed interesse il lancio di Rich Prosecco e relativa campagna pubblicitaria della signorina Hilton.
Per quello che riguarda la scelta della lattina, è evidente che il target di riferimento per rich non sono di certo coloro i quali si recano in enoteca, che hanno una certa cultura vitivinicola e che già conoscono il prosecco, quanto, probabilmente, giovani, moderatamente fashion victim, sicuramente ignari di cosa sia e dove si coltivi il vitigno in oggetto.
Paris, inoltre, che piaccia o meno, è una superstar internazionale che ha deciso di legare, giustamente ad un prezzo elevatissimo, il proprio nome ad un produttore tedesco di vino italiano dandone un'immagine di successo, di freschezza, di lusso.
Dubbia, magari, la morale vigente che permette ad una persona attualmente in libertà vigilata per guida in stato di ebrezza di pubblicizzare un alcolico. Ma questo è un altro discorso.
Detto questo, ben vengano nuovi consumatori, che, domani saranno, anche solo una minima parte, meno ignari e più interessati a scoprire cosa sia e che territorio rappresenti il prosecco.
A proposito invece dell'affermazione della coldiretti "competere sul piano della qualità ad armi pari con lo champagne francese" ogni commento mi pare superfluo.
Saluti.
Risposta a Jacopo
Sono d'accordo, anche se ritengo che i giovani che acquistano una lattina di prosecco pubblicizzata dalla Hilton difficilmente si preoccuperanno di conoscere la realtà e la storia di questo vino/vitigno.
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{ Inviato da Jacopo Cossater }
Probabilmente hai ragione, in tutti i casi ben venga, in mia opinione, l'allargamento a nuove fasce di mercato, soprattutto per quello che riguarda il nome del vitigno in oggetto.
Grazie
{ Inviato da Anonymous }
Grazie RoVino. Anch'io qualche mese fa avevo fatto un commento simile sul mio blog (www.chiarajiblogspot.com) .. proveniendo dal Nord-Est dell'Italia, non potevo restare indifferente alla sign.na Hilton che pubblicizza un prodotto tipico del nostro background culturale....Un saluto, Chiaraji
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{ Inviato da rosso fragola }
la lattina c'è, la pubblicità anche. Staremo a vedere come si comporterà quella fascia di possibili acquirenti ai quali tutto questo è indirizzato.Di certo a noi italiani, più o meno giovani, vedere un "nostro" prosecco rinchiuso in una banale latta, ben lontano dal fascino della bottiglia e dell'etichetta, fa una certa impressione. Come ridurlo al primo sguardo ad una qualsiasi bibita di aromi e zucchero, campagne pubblicitarie o meno.
Vedremo...
Ciao Roberto! Per l'indovinello...Non avrei mai indovinato!!!
non mi stupisco più di niente
{ Inviato da nellabottepiccola.blogspot.com }
Personalmente, mi rendo conto ogni giorno di più di quanto sia difficile per noi piccoli produttori far arrivare concetti come territorialità, vitigni autoctoni, tradizione e vocazione di una zona. Noi ci crucciamo tanto, ci perdiamo il sonno e ci rimaniamo male quando i consumi sono troppo spesso guidati dalle mode e dalla facilità di consumo di un vino.
Forse faremmo bene ad accettare che le logiche del marketing sono ben diverse? A giudicare dal caso del Rich in lattina sembrerebbe di sì!
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{ Inviato da Anonymous }
ho visto il filmato hard di Paris: è l'unico lavoro di qualità che ha prodotto. Mette tristezza vedere un prosecco in lattina pubblicizzato da una miliardaria in calore.. Mi appello a tutti i produttori di qualità con un etica: nel mercato c'è spazio anche per i produttori di qualità, il percorso è difficile ed oneroso...ma la dignità non ha prezzo.
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 288 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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