Saturday 9 December 2006
Il vino dei Blogger #2: Chianti Poggio Felice 2005 a 1,99 euro!
Il supermercato si chiama Tuodì, uno di quelli dove trovi prodotti simili a quelli pubblicizzati ma a costi ovviamente inferiori. Ci troviamo di fronte ad un Chianti Docg, non "Classico", ovvero facente parte di quella troppo ampia zona che comprende parte delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Prato e Siena. Nella denominazione sono coinvolte ben sette sottozone: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rùfina. Qui, al contrario che per il Chianti Classico, è ancora possibile ottenere questo vino secondo la tradizione del Barone Ricasoli, che vedeva insieme a sangiovese e canaiolo nero, il contributo di una piccola percentuale di trebbiano toscano e malvasia del Chianti.
E fin qui siamo alle informazioni generali.
Se, invece, scendiamo nel particolare, non siamo ad esempio in grado di sapere con precisione qual'è l'uvaggio del Poggio Felice. Tutto qui? No. Provate a capire chi è il produttore dall'etichetta, l'unico dato che potete leggere è "Imbottigliato da SO.VI.SO. S.p.A. Figline Valdarno - Italia". Quindi questo Chianti non è imbottigliato all'origine, cioè dall'azienda che lo vinifica. Ma SO.VI.SO. S.p.A. chi è e chi produce questo vino? Vediamo se la rete ci viene in aiuto: intanto scopriamo che il vino fa parte della vasta gamma dei prodotti della ditta Sorelli, una di quelle specialtizzate nella grossa distribuzione, non a caso è assai frequente trovarla nei supermercati.
Ma a questo link scopriamo anche che la SO.VI.SO. nel 2000 era una S.n.c. e che è presente solo nella versione Chianti, mentre il Chianti Classico è a firma Sorelli ed è imbottigliato "nella zona di produzione" da un'altra società.
Tenendo conto che in etichetta dovrebbe essere obbligatorio mettere il nome dell'azienda produttrice (ma nel disciplinare, inspiegabilmente, non è specificato), si evince che la SO.VI.SO. non sia solo la società che imbottiglia, ma anche che produce il Poggio Felice. Se così è SO.VI.SO. e Sorelli coincidono (infatti il comune è lo stesso); allora sorgono due domande: perché è specificato solo "Imbottigliato" e non "Prodotto e imbottigliato"? E perché non compaiono né il marchio né il nome della ditta Sorelli, come per il Chianto Classico? Sarei ben felice di ricevere delucidazioni dai responsabili dell'azienda, anche se ritengo che l'etichetta non sia esaustiva e dovrebbe essere più precisa. Certamente non è un bel servizio nei confronti dei consumatori.
Ed ora veniamo al motivo per cui recensisco questo vino: l'amico blogger Fiorenzo ha lanciato la proposta Vino dei blogger n. 2, ovvero recensire un Chianti Docg acquistato presso un hard discount al prezzo più basso possibile. Ed eccomi qua con questo capolavoro enologico che eguaglia il prezzo del vino degustato da Fiorenzo, cioè 1,99 euro (come potete leggere nello scontrino). Ebbene, premesso che è un prezzo davvero inspiegabile - e inaccettabile - per una Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mi appresto a parlarvene cercando di essere il più imparziale e corretto possibile.
Intanto possiamo dire che il tappo è in sughero, di quelli logicamente economici, adatti a vini che non devono durare decenni. Il colore è un rubino medio, limpido e gradevole alla vista; nell'accostarlo al naso devo aspettare un bel po' prima che qualche profumo si degni di stimolare i miei sensi, ma debbo dire che le note fruttate di amarena e marasca mature che giungono sono di tutto rispetto, non ci sono impurità olfattive. Certamente non c'è molto da cercare, ma si può cogliere qualche sfumatura di pepe e rabarbaro. Al palato è altrettanto facile e corrispondente, il tannino ha un lascito amarognolo e la freschezza non è il suo punto forte, mentre al retrogusto rimangono sensazioni quasi metalliche e non proprio entusiasmanti. Tutto sommato, però, è un vino che può accompagnare un pasto non impegnativo senza dare particolari problemi. Ma il punto cruciale della questione è: da un vino proveniente da una delle più famose aree vinicole del mondo (a Docg) esigo ben altro! Il mio punteggio in centesimi è 62.
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{ Inviato da Livia }
Mi chiamo Livia, sono sommelier e questo indirizzo mi è stato dato da Daniela. Davvero un bel blog, interessante poi questa disamina relativa a un vino diciao a basso costo. Non ci avevo mai pensato a tutto quello che hai scritto. Sarà che mi ritrovo a lavorare con vini di qualità e il supermercato ormai lascia il tempo che trova. Non ci passo neanche più nei reparti vini, rimango troppo male. Anche se poi alla fine c'è un bianco che ogni tanto compro, perchè come rapporto qualità prezzo non discuto: Cantine Cerveteri Vignae Grande Bianco. Lo trovo adatto ad un pasto non impegnativo, un vino da tutti i giorni con un prezzo che si aggira mi pare tra i 3 e i 4 euro. Giustamente profumato, forse si alza un po' la parte alcolica, ma infin dei conti non è un vino che ha la pretesa di essere il grande bianco, ma può risultare un buon bianco, perlomeno di media qualità, quanto basta per non dare fastidio durante il pasto.
Livia
Dipende molto dal supermercato
Ciao Livia e benvenuta!
Guarda, nel caso specifico noi su www.lavinium.com abbiamo una rubrica dedicata ai vini al market, che ha l'obiettivo di pescare ciò che è possibile acquistare a prezzi onesti. La ricerca non è affatto facile, ma ogni tanto si incappa in qualcosa di buono. Come ad esempio per i vini di Librandi: Critone, Asylia e lo stesso Cirò Bianco e Rosso, sono vini assolutamente piacevoli e ben fatti e si trovano tra i 4 e i 6,5 euro, secondo la tipologia.
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 313 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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