Monday 13 November 2006
Querelle Il Mio Vino - Duemilavini: la verità sta sempre nel mezzo
E' ormai di dominio pubblico (se ne parla un po' ovunque) il contrasto nato fra Franco Ricci, presidente dell'A.I.S. di Roma e fondatore della casa editrice Bibenda, che, oltre a disporre di un elegante negozio all'interno dell'Hotel Parco dei Principi, pubblica la rivista omonima e la guida ai vini italiani Duemilavini, e il direttore della rivista Il Mio Vino, Gaetano Manti.
Tutto ha avuto inizio quando, con il numero di aprile, "Il Mio Vino Professional" ha attaccato l'A.I.S. e Bibenda, puntando ovviamente il dito su Ricci e dichiarando che "attraverso eventi come il Bibenda day, l'Oscar del Vino e l'organizzazione di corsi per appassionati, Franco Ricci ha costituito un binomio che si è fatto sempre più stretto, fino ad arrivare ad una quasi totale sovrapposizione; questa specie di "furto d'identità" ai danni della Ais nazionale è il punto di partenza della denuncia di Salvatore Enna, sommelier romano, fatta pervenire ai vertici dell'associazione, il cui punto centrale è che la Bibenda Editore srl eserciti varie attività in concorrenza con quelle dell'Ais, cosa che ai soci è tassativamente vietata dallo statuto”.
In pratica, secondo lo stesso Enna (che in seguito verrà espulso dall'A.I.S.) Bibenda, in qualità di società privata, è riuscita progressivamente a sottrarre visibilità all'A.I.S. nazionale e regionale favorendo i proprio interessi di lucro.
In risposta a simili accuse il Consiglio direttivo dell'A.I.S. di Roma, in accordo con Bibenda Editore, ha inviato nel mese di maggio una mail ad un cospicuo numero di produttori vinicoli, dichiarando che sarebbero state estromesse nelle future pubblicazioni di Duemilavini e Bibenda le aziende vinicole che si fossero avvalse di messaggi pubblicitari a mezzo di testate non ritenute dall'Associazione professionalmente degne. Non era citato Il Mio Vino, ma era facilmente intuibile che era ad esso che il Consiglio faceva riferimento.
Passati sei mesi, sarebbe stato lecito aspettarsi che una così grave e dichiarata iniziativa non avrebbe avuto seguito.
Sta di fatto che nella newsletter del 7 novembre Gaetano Manti, direttore della rivista Il Mio Vino rincara la dose evidenziando che ben 39 aziende per un totale di 289 etichette, ciascuna delle quali ha contribuito a sponsorizzare la rivista, sono state estromesse dall'edizione 2007 di Duemilavini: Apollonio, Bisol, Ca' Ronesca, Caggio, Cantina Cerquetta, Cantine Virgili, Castellari Bergaglio, Cavit, Ciacci Piccolomini d'Aragona, Col Vetoraz, Colonna, Erste & Neue, Fattoria Castellina, Fattoria Il Gambero, Firriato, Giacomo Vico, La Sala, La-Vis, Lanciola, Marramiero, Medici Ermete, Montresor, Pellegrino, Pieve del Vescovo, Provenza, Rivera, Ruggeri, Santa Margherita, Santoleri, Tenute Folonari, Terre de' Trinci, Terruzzi & Puthod, Tommasi, Torrevento, Valdo Spumanti, Villa Castalda, Villa Raiano, Villa Sandi, Vinagri.
Ora, non c'è nulla che possa dimostrare che l'assenza di queste aziende sia dovuta ad una volontaria estromissione, anche perché ogni anno ci sono produttori che entrano in guida e altri che ne escono semplicemente perché i loro vini non risultano all'altezza, ma è chiaro che qualche dubbio è assolutamente lecito.
Certamente la mail del Consiglio AIS rimane un fatto grave, non si può minacciare (perché di minaccia si tratta) di non inserire in una guida, che dovrebbe essere imparziale e punto di riferimento per tutti i consumatori che desiderano sapere quali sono i migliori vini italiani, un gruppo di produttori che, liberamente, decidono di sponsorizzare una rivista, perché questa gli ha rivolto delle specifiche accuse.
Ma è altrettanto vero che la newsletter de Il Mio Vino va ben oltre la denuncia e in più passi arriva a confronti assolutamente gratuiti e autoelogianti che mettono in evidenza interessi ben precisi e ci lasciano intuire come alla fine "ogni cosa ha il proprio tornaconto".
Sarà comunque interessante verificare quante di quelle 39 aziende saranno assenti anche sulle altre guide di settore.
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