Monday 23 October 2006
Un gigantesco inceneritore minaccia l'ecosistema del Chianti Rùfina e la salute dei suoi abitanti
A gennaio 2008 dovrebbe iniziare a ridosso del comune di Rùfina, in località Selvapiana, la costruzione di un inceneritore ben 7 volte più grande di quello attuale. Gli inceneritori, che hanno lo scopo di ridurre (non sono in grado di eliminarla) la quantità di rifiuti prodotta dall'uomo, provocano una quantità giornaliera di milioni di metri cubi di ceneri (ovvero i residui della combustione dei rifiuti, equivalenti ad 1/3 del peso originario) ed una dispersione nell'aria di fumi altamente tossici, che contengono polveri grossolane (diametro medio di 10 micron) e fini (diametro inferiore a 2.5 micron), costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche quali metalli pesanti, benzene, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, diossine, furani ecc., tutte sostanze che oltre a depositarsi sul suolo, si accumulano negli organismi viventi che sono incapaci di smaltirle; le ceneri che vengono prodotte necessitano di smaltimento in altre discariche specializzate.
La località Selvapiana (chi non conosce i magici vini della Fattoria Selvapiana?), è già dimora di un vecchio inceneritore che è stato più volte chiuso e riaperto e per il quale furono presentate ripetute proteste da parte degli abitanti della zona, ma il futuro edificio occuperà un'area ben sette volte più grande ed avrà una potenza assai superiore. Ad aumentare i rischi ambientali si aggiunge la vicinanza dell'acquedotto di Pontassieve, situato poco a valle dell'impianto, che in caso di esondazione della Sieve (piuttosto frequente) potrebbe subire danni e un conseguente forte inquinamento, a tutto danno dell'area agricola, viticola e olivicola della zona. Il rischio per la popolazione è molto elevato e non riguarda solo la maggiore incidenza di tumori, ma anche problemi respiratori e cardiocircolatori, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche. L'inceneritore, inoltre, contribuisce fortemente all'aumento dell'effetto serra.
Basterebbe applicare la cosiddetta politica delle "R", ovvero Realizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero e, per la parte residua, l'utilizzo di biossidatori e compattatori meccanici.
L'ingresso del Termovalorizzatore (un nome altisonante che sembra promettere chissà che cosa!), che avrebbe una struttura equivalente ad un palazzo di 12 piani, produrrebbe oltre al deturpamento del paesaggio, un forte danno al turismo che coinvolge i comuni di Rùfina, Pontassieve, Londa, Pelago, Dicomano, la Val di Sieve e la Strada dei vini Chianti Rùfina e Pomino, dove operano oltre 120 viticoltori.
A rincarare la dose sul probabile tracollo del turismo, è intervenuto Todd Bolton, proprietario dell'agenzia turistica Tuscan Trails di San Francisco che negli ultimi due anni ha portato più di duemila turisti tra i vigneti del Chianti Rufina per un giro d'affari stimato intorno agli 85.000 euro, il quale ha fatto notare quanto la zona abbia da offrire al turismo statunitense, per la bellezza del paesaggio, per i numerosi prodotti tipici, per la vicinanza con Firenze e per l'ottimo rapporto qualità prezzo rispetto alle altre zone della Toscana.
Per tutte queste ragioni è indispensabile che tutti gli appassionati, gli enoturisti, gli ambientalisti si adoperino per portare il loro contributo di solidarietà all'Associazione Valdisieve, al Consorzio Chianti Rufina, alla Fattoria Selvapiana e a tutti i viticoltori che rischiano di vedere l'immagine della loro zona contaminata, farsi sentire, inviando mail e lettere di protesta ai Sindaci e ai Comuni di Rùfina e di Pontassieve, alle Giunta di Rùfina e agli Assessori di Pontassieve, al Presidente e agli Assessori interessati dell'Amministrazione Provinciale di Firenze, al Presidente e agli Assessori competenti e all'Ufficio relazioni con il pubblico della Regione Toscana, al Ministero dell’Ambiente, come sostegno per la sicuramente lunga e difficile ma necessaria battaglia.
Vi invito a leggere anche quello che ha scritto su questo argomento Franco Ziliani, che ha diffuso la notizia ed ha fornito tutti gli indirizzi che ho riportato qui.
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