Thursday 12 October 2006
Musica Jazz: devo molto a questa importante rivista italiana
Avevo poco più di 16 anni quando ho cominciato a leggere questa rivista. Ricordo che allora era diretta da Arrigo Polillo e si trovava più che altro nelle edicole del centro, quelle che in molti casi rimanevano aperte fino a mezzanotte o addirittura 24 ore su 24. Per alcuni anni ho acquistato anche la rivista statunitense Down Beat e il non meno importante periodico francese Jazz Magazine, sforzandomi di capire ciò che era scritto con la mia conoscenza delle due lingue piuttosto farraginosa.
Si, perché sin da allora il jazz mi coinvolse profondamente. Certe sere uscivo da solo e passeggiavo per le strade di Roma ascoltando quelle poche trasmissioni radiofoniche che davano spazio a questa musica e mi emozionavo. Un emozione che si è interrotta forzatamente quando, dieci anni dopo, mi derubarono nella casa in cui vivevo in affitto: oltre a 2 biciclette (una l'avevo appena comprata per regalarla alla mia fidanzata), un flicorno, una tromba, due chitarre, attrezzi sportivi, un mobile, vestiti, si portarono via lo stereo e tutti i miei dischi, più di 400 fra jazz, classica, rock e leggera, alcuni dei quali a 78 giri, introvabili.
Quell'evento mi strinse talmente il cuore che per molto tempo non sono riuscito più a seguire con la stessa partecipazione la musica, in particolare proprio il jazz che mi emozionava di più. L'unico musicista che non ho mai smesso di ascoltare era Keith Jarrett.
Poi, un po' alla volta mi sono riaperto a questa musica, sono riuscito anche a trovare delle riedizioni su cd di una parte dei dischi perduti. Ma Musica Jazz non la leggevo più, per qualche ragione era come se più di ogni altra cosa mi riportava a quel periodo doloroso.
Ci sono voluti quasi 20 anni affinché potessi riavvicinarmi a questa rivista, che scoprii accompagnata regolarmente da un cd e ad un prezzo davvero invogliante.
Così ho ripreso a sentire concerti di jazz con più frequenza, ad acquistare cd, a leggere e informarmi su tutto ciò che è mutato o si è trasformato nel panorama jazzistico di questi ultimi anni. E ho ritrovato anche l'emozione (che in verità non mi aveva mai abbandonato) di ascoltare, di riconoscere lo stile di questo o quel musicista, di scoprire nuovi talenti e, soprattutto, di notare quanto sia cresciuto il jazz italiano, grazie al fondamentale contributo di artisti come Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Renato Sellani, Paolo Fresu, Danilo Rea, Stefano Bollani, Roberto Gatto, Francesco Cafiso, Stefano Di Battista, Gabriele Mirabassi, Rita Marcotulli, Patrizia Scascitelli, Roberta Gambarini, Claudio Fasoli, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Antonello Salis, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani e tanti, tanti altri.
Ed è grazie a Musica Jazz che sono riuscito a "rientrare in carreggiata", a riappassionarmi, a dare la giusta collocazione nella mia vita a questa così straordinaria e variegata musica, troppo spesso catalogata in modo sommario dai più disattenti, ma anche a causa di una scarsissima diffusione della stessa attraverso i canali televisivi e radiofonici, dove il commerciale è e sarà sempre prioritario rispetto alla qualità. Per fortuna si può acquistare una rivista con allegati cd di musiche altamente selezionate e qualitativamente ottime a meno di 9 euro, mi sembra davvero un buon incentivo...
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RoVino in
le souffle de la musique }
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