Wednesday 23 August 2006
E il "Friulano" si insinua nell'elenco delle varietà di vite: è la disfatta definitiva?

Era dagli anni Ottanta che si protraeva la querelle sulla paternità del nome "tocai" fra Ungheria e Italia (vedi articolo su Lavinium).
Di responsabilità su come sono andate le cose ce ne sono molte, a partire dagli stessi produttori friulani, che inizialmente non avevano dato sufficiente peso alla questione, soprattutto per il fatto che il Tocai Friulano, ottenuto dal vitigno omonimo, non era considerato vino di importanza strategica dal punto di vista commerciale.
L'Ungheria, dal suo canto, aveva preso davvero a cuore il suo prezioso Tokaji, vino a denominazione di origine ottenuto però da altri vitigni, ovvero furmint, hárslevelü e muscat lunel.
Sta di fatto che l'istanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia n. 7.7/56739 del 5 giugno 2006 "intesa ad inserire nel registro nazionale per la varietà di vite "Tocai friulano B." il sinonimo «Friulano B.», identificato dai produttori dei v.q.p.r.d. friulani quale unica e valida alternativa al nome "Tocai friulano B.", da poter utilizzare nell'etichettatura di detti vini, in quanto è tale da ben identificare una varietà di vite tradizionalmente connaturata al territorio regionale", parla chiaro.
I giochi sono fatti, la battaglia è persa, tanto vale guardare al futuro e iniziare già ora a promuovere il nuovo nome, che dalla vendemmia 2007 troveremo sulle etichette dei vini a base "Friulano bianco".
L'istanza ha trovato conferma nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 21 agosto, che riporta il seguente articolo (estratto): "Il registro nazionale delle varietà di vite, aggiornato da ultimo con decreto ministeriale 30 marzo 2006 richiamato nelle premesse, è integrato come segue: all'allegato 1, sezione I - vitigni ad uve da vino - al codice 235 - varietà Tocai friulano B. - è inserito, nell'apposita colonna, il sinonimo "Friulano", con la seguente annotazione: "Ai soli fini della designazione dei v.q.p.r.d. provenienti da uve raccolte nella regione Friuli-Venezia Giulia".
Certo "Friulano" appare l'unica possibile alternativa, anche se dà molto, molto fastidio rinunciare ad un nome (senz'altro più identificativo ed inequivocabile) che per secoli è appartenuto alla storia di questa grande regione vinicola.
E dà ancora più fastidio quando si pensa che anche termini che da sempre ci appartengono, come "Brunello", "Recioto", "Amarone", "Parmigiano", non sembrano essere difendibili agli occhi della Comunità europea. Tutto si può fare in nome del commercio e del profitto...
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