Monday 21 August 2006
Dalle Colline Novaresi alla Valtellina: 14 giorni di emozioni
Accidenti quanto è duro tornare a casa, dopo aver passato due settimane all'insegna del piacere! Trovarsi con 40 gradi e un'afa che toglie il respiro...
E fino a sabato mattina mi trovavo in Valtellina, ad una temperatura che spesso richiedeva l'uso di un buon maglione: aria fresca e stimolante, pulita, soprattutto non appena ci si inoltrava nelle Alpi Orobie o in quelle Retiche, in paesaggi da sogno, anche per i più irriducibili fissati con il mare.
Non ho con me le foto che ho scattato perché il laboratorio è chiuso per ferie e mi tocca aspettare, d'altronde simili paesaggi esigevano la reflex con pellicola per diapositive e negativi.
Pertanto accontentatevi di una "infarinata" della vacanza trascorsa in alto Piemonte e alta Lombardia.
Nei prossimi giorni scriverò con maggiore dettaglio le bellissime esperienze, i luoghi indimenticabili, le persone stupende che ho avuto modo di conoscere.
A partire da Gianluca Zanetta, che con la moglie Raffaella gestisce un bellissimo e accogliente agriturismo, in località La Capuccina, via Novara 19/b, Cureggio (NO). La Capuccina (con una sola "p") è un agriturismo vero, dove il cibo offerto proviene dagli allevamenti e dalle coltivazioni dell'azienda, Gianluca ne va fiero ed ha ragione, perché l'Italia è piena di alberghi mascherati da agriturismi, sorti con l'obiettivo di ottenere finanziamenti e incentivi, ma che invece non si occupano della terra, non coltivano, non allevano animali, non vendono i propri prodotti.

Per Gianluca, ex dirigente d'azienda tessile poco più che trentenne, gestire un agriturismo è impresa ardua e faticosa, ma il desiderio di dare ai suoi due bellissimi bambini Matilde e Gregorio una vita sana, l'amore per la terra, il legame con lo zio Piero, gestore dell'eccellente ristorante Pinocchio a Borgomanero, che insieme a parenti e amici lo hanno aiutato a dare vita a questa splendida realtà, e soprattutto il suo carattere forte ma di grande sensibilità e la consapevolezza di poter condividere gli stessi obiettivi con Raffaella, sono stati un sostegno fondamentale, ed oggi Gianluca può essere fiero del grande risultato ottenuto. Credetemi, vale la pena assaporare i suoi preziosi manicaretti, dalla pasta fatta in casa alla pizza di pane con i pomodorini, dalle zucchine sott'olio con aglio e origano al fritto misto di zucchine e cipolle, con pastella di farina di riso, dal caprino con le erbe del giardino alla noce piemontese battuta al coltello, con olio extravergine e limone. Le 7 camere sono ampie e più che confortevoli, provviste di tv, telefono, prese per internet, e prendono il nome dai vitigni della zona (Nebbiolo, Vespolina, Uva Rara, Erbaluce) o dai familiari che vi sono nati (Zio Piero, Mamma Maria e Bisnonno Marco).
Ma la cosa che più conta è l'atmosfera familiare e rassicurante che si respira, la disponibilità di Gianluca e Raffaella, che con entusiasmo raccontano la storia di questi luoghi e propongono itinerari culturali ed enogastronomici, come il Lago d'Orta raggiungibile in pochi minuti (nella foto l'isola di San Giulio, assolutamente da non perdere), o le isole Borromee sul Lago Maggiore, pochi chilometri più a est.

I luoghi da vedere e assimilare sono davvero tanti, come Ghemme, piccola cittadina ricca di storia che si fregia di una delle Docg piemontesi più interessanti, da cui nasce il vino omonimo, a base nebbiolo, oggi buono come non mai. Per i golosi di formaggio ma anche amanti della montagna, vale la pena percorrere le strade del Bettelmatt, il mitico formaggio d'alpeggio prodotto proprio in agosto da poche aziende situate attorno ai 2.000 metri di altitudine:
- Olzeri Adolfo, Alpeggio Sangiatto in comune Baceno (tel. 0324-62140)
- Bravi Cristina, Alpeggio Morasco in comune Crevoladossola (tel. 0324-338355)
- Bernardini Franco, Alpeggio Toggia in comune Crodo (tel. 0324-61520)
- Bernardini Massimo, Alpeggio Kastel stesso comune (tel. 0324-61366)
- Albrun di Matli Gianni & C, Alpeggio Forno in comune di Premia (tel. 0324-602929)
- Matli Silvano, sempre in Alpeggio Forno (tel. 0324-602902)
- Alpen "F.lli Pennati", Alpeggio Vannino stesso comune (tel. 0324-602938).
Tutto questo è solo una piccola parte delle meraviglie di cui parlarvi relative a queste zone di rara bellezza. Sarò più dettagliato nei miei prossimi articoli su Lavinium.
La seconda settimana è stata non meno emozionante. La Valtellina merita attenzione sia per gli incredibili paesaggi montani, che per la qualità dei vini e del cibo.
Non posso fare a meno di ricordare la cortesia e la simpatia di Anna Bertola, proprietaria della Trattoria Locanda Altavilla, situata in una fantastica posizione panoramica, a circa 500 metri di altitudine nel comune di Bianzone, a meno di 20 km da Sondrio. Camere davvero confortevoli, parte delle quali con vista sulle Alpi Orobie e sulla valle.
Ecco cosa vedevo dalla mia stanza:

Ma, per un amante della buona tavola come me, motivo irrinunciabile della permanenza in questa accogliente locanda è la qualità della cucina, davvero superiore ad ogni aspettativa. Posso dire senza timore di smentite che qui si possono assaporare i migliori piatti della tradizione valtellinese (in una settimana ho provato numerosi ristoranti noti della zona), dagli straordinari pizzoccheri alle polente taragna e mugna, dagli sciatt ai tarozz, ad una fornita selezione di formaggi e affettati, fra cui non possono mancare il fresco e saporito scimudin, il casera, il bitto in varie stagionature e la straordinaria bresaola della macelleria Poretti (Via San Carlo 2, Tirano, tel. 0342-701216).
E la carta dei vini offre una vasta scelta, con particolare risalto alle etichette valtellinesi, il cui rapporto qualità prezzo è davvero sorprendente (da provare assolutamente i vini di Ar.Pe.Pe., Triacca e Marsetti), un esempio per tutti il Valtellina Superiore La Gatta Riserva 2000 di Triacca a 14 euro!

Fra le cose più spettacolari e divertenti da fare, vi suggerisco di prendere il trenino rosso del Bernina, che fa uno straordinario tragitto partendo dalla vicina Tirano (assolutamente da visitare il Santuario dedicato alla Beata Vergine, apparsa il 29 settembre 1504 ad un uomo di nome Mario Omodei e successivamente proclamata da Pio XII Patrona della Valtellina. La Basilica si trova nella piazza di ingresso al paese, all'imboccatura della Val Poschiavo, a due chilometri dal confine svizzero), inerpicandosi tra le Alpi Retiche fino a 2.253 metri, per poi terminare il percorso a St. Moritz, in Svizzera.

Ricordatevi assolutamente di portarvi l'attrezzatura fotografica perché durante il tragitto vedrete paesaggi spettacolari ed emozionanti: laghi, rocce scoscese, cime innevate, cascate e lo straordinario acquedotto (nella foto sotto) a pianta circolare che il trenino percorrerà lasciandovi sbalorditi.
A proposito, il trenino esiste in varie tipologie; se la giornata è abbastanza calda, vi consiglio di prendere il vagone aperto, che vi consentirà una veduta a 360 gradi ed emozioni a non finire.

Per ora mi fermo qui, ma presto vi darò maggiori informazioni e immagini di mio pugno.
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