Friday 18 July 2008
Emergenza idrica nel Chianti: niente acqua due notti a settimana
Non si scherza con l'acqua. E' cosa ormai risaputa che la quantità di questo prezioso bene naturale si sta drammaticamente riducendo. Senza dubbio il surriscaldamento del pianeta sta contribuendo a svuotare i bacini acquiferi, ma è anche vero che ancora oggi tanta gente continua a fare un uso dell'acqua scellerato, senza nessun pensiero a razionalizzarla. Responsabili anche le gestioni comunali, che non hanno mai pensato alla possibilità di riutilizzare l'acqua che viene dispersa nelle tubature senza essere stata utilizzata. Pensate a quante volte si apre un rubinetto in casa e gran parte di quell'acqua va sprecata. Forse non tutti sanno che le risorse idriche mondiali di acqua potabile sono al di sotto dell'1%, infatti la maggior parte dell'acqua viene utilizzata per l'agricoltura, per la quale è tuttora indispensabile.
Fatto sta che in questi giorni nella provincia di Siena, ben sette comuni verranno sottoposti a razionalizzazione dell'acqua, ovvero Asciano, Casole, Castelnuovo Beradenga, Monticiano, Radda, Castellina in Chianti e Rapolano dovranno rinunciare a usufruirne per due notti a settimana. Nonostante le piogge di maggio e giugno, le sorgenti che servono le province di Siena e Grosseto stanno progressivamente riducendo la portata d'acqua; in particolare la sorgente Ermicciolo, in due anni ha dimezzato la propria portata, passando dai 160 litri/secondo dell'agosto 2006 agli attuali 82 l/s. Ma nel Chianti si ravvisa la situazione peggiore, infatti numerose sorgenti sono pressoché esaurite e alcuni pozzi mostrano significative riduzioni di portata.
Quello dell'acqua è un problema enorme, ma si continua a far finta di nulla, nonostante siano molti anni che si denuncia la crisi mondiale e la necessità urgente di diffondere una cultura del risparmio. Mi viene in mente Roma, dove ancora ci sono molte fontanelle da cui fuoriesce acqua giorno e notte, come se fossimo ancora in una realtà dove ci si possono permettere inutili sprechi. Un altro problema che inciderà fortemente sulle generazioni future e del quale siamo tutti ampiamente responsabili.
Fonte: La Nazione di Siena
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{ 7 commenti }
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Non tutto è Chianti
{ Inviato da Andrea Pagliantini }
Piccola precisazione all'elenco dei nomi dei comuni onde evitare di fare di tutta la Toscana un fascio di nome Chianti.
Solo Radda e Castellina sono Chianti, il resto sono zone lontane e completamente estranee.
Bene, ricordiamo innanzi tutto che mentre d'inverno la popolazione locale è quella che è, d'estate raddoppia e triplica fra turisti stanziali o di passaggio.
Ricordiamo poi come e quanto è stato stravolto il territorio, ricordiamo quante piscine olimpiche sono state create, ricordiamo come in certe ex case coloniche gloriose ed ex magnifiche si bagnino i pratini anche nel pomeriggio nelle ore più infuocate che alla fine si sembrerà di essere in Irlanda. Pensiamo quanta acqua consumano le cantine e pensiamo alla miriade di pozzi fatti e allo scarso controllo sulle quantità di acqua erogate dai medesimi.
Sarebbe interessante far mettere un contatore ad ogni pompa di pozzo e vedere cosa ne salta fuori, da quelli di privati che ci bagnano il prato e l'orto dati inutili da annotare, vediamo cosa succede nelle aziende e poi riparliamo di consumo e mancanza di acqua nel Chianti, unita certo ai mille sprechi quotidiani e casalinghi, per carità..
Anche Castelnuovo e Casole
Andrea,
non ho detto Chianti Classico. Fra i comuni del Chianti ci sono anche Castelnuovo Berardenga e Casole d'Elsa (Colli Senesi). Quindi quattro su sette, ecco perché ho scelto questo titolo.
Modificato da RoVino il giorno Saturday 19 July 2008 alle ore 07:27 AM
chianti non chianti
{ Inviato da andrea pagliantini }
non è una tentazione di far polemica, ci mancherebbe.
Cerco solo di fare chiarezza su un territorio ben delimitato ed omogeneo dal punto di vista storico, agricolo e di paesaggio che si limita ai soli comuni di Radda, Gaiole e Castellina.
Il territorio del Classico vino, è ben altra cosa e frutto di scelte a tavolino nelle epoche passate più o meno condivisibili, ma non è questo quello che conta, ormai è così.
Quello che non condivido è l'estensione ad ogni zona che produce vino in Toscana, della zona Chianti, mi sembra una presa in giro per il consumatore definire Chianti un vino fatto a Pisa o nel pistoiese, tutto aui.
Ma certo!
Andrea,
sono pienamente d'accordo con te, figurati. I tre comuni che hai citato sono per antonomasia i veri rappresentanti del "Classico", ma qui, abbi pazienza, l'argomento è la mancanza d'acqua in un territorio conosciuto ai più come "Chianti". E' un riferimento geografico e nulla più.
Molto interessanti le tue spiegazioni sulle carenze idriche della zona.
Spiegazione?
{ Inviato da Anonymous }
Nell'articolo si dice: "Forse non tutti sanno che le risorse idriche mondiali di acqua potabile sono al di sotto dell'1%, [...]". Ok, ma dell'1% rispetto a cosa?
Commento senza titolo
si riferisce alla percentuale di acqua potabile rispetto a tutta l'acqua esistente sul pianeta.
Il bene prezioso dell'acqua
{ Inviato da <a href="http://www.saledipoker.com">Poker Online< }
Io vivo in una zona dove l'acqua hanno imparato a riusarla anche 6 volte. Dove la minima goccia è preziosa.
Imparassero a gestire bene le risorse idriche in italia...
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 4 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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