Thursday 12 June 2008
Montalcino: I funzionari del TTB tornano a casa dopo il primo incontro, ma senza i nomi
Era prevedibile che non sarebbero usciti fuori i nomi delle aziende indagate, neanche di fronte alla minaccia del blocco delle importazioni, e che i funzionari dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB) sarebbero tornati a casa con un pugno di mosche (fonte La Nazione di Siena). La minaccia del blocco delle importazioni non è servita a indurre il Vice presidente vicario del Consorzio del Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni, a dichiarare cose di cui solo la magistratura è realmente informata: "I nomi non li sappiamo neanche noi e ci siamo limitati a dire che ne abbiamo letti alcuni sui giornali".
Cencioni mette in chiaro la differenza di vedute fra il Consorzio e il ministro Luca Zaia, che si era mostrato disponibile ad una revisione del disciplinare del Brunello: "La maggior parte di noi - spiega Cencioni, proprietario dell'azienda Capanna - si è già espreso in modo decisamente contrario a questa ipotesi". La questione sangiovese in purezza non è da mtere in discussione, almeno con i membri dell'attuale Consorzio. Le dimissioni da presidente del conte Francesco Marone Cinzano non hanno cambiato di una virgola la loro posizione. Secondo Cencioni, inoltre, "l'annata 2003 è conforme al disciplinare, sarà poi la magistratura a dirci se ha ravvisato delle irregolarità sul vino sottoposto a un sequestro, lo ricordo, di tipo cautelativo". Per quanto riguarda i tempi dell'inchiesta, l'augurio è che si risolva in tempi rapidi perché "se si andasse oltre l'estate ci sarebbero dei contraccolpi sulle vendite che, invece, fin qui non hanno accusato problemi". Purtroppo le speranze del vice presidente vicario son vane, poiché è ormai certo che l'inchiestra si protrarrà almeno fino all'autunno inoltrato.
I funzionari dell'Attb hanno avuto contatti anche con con tutti gli enti titolati ai controlli sull'agro-alimentare, Nas compresi, "Ma il loro atteggiamento - ha concluso Cencioni - è stato quello di persone che vogliono capire e che sono interessate a proseguire nell'importazione del nostro apprezzatissimo Brunello", purché gli sia garantito che è sangiovese in purezza, come dichiarato dal disciplinare.
A questo punto, tenendo conto che i vertici del consorzio e numerosissimi produttori sono strenui difensori dell'attuale disciplinare, viene naturale chiedersi quali siano i reali propositi del ministro Zaia e i compiti della neo-eletta Commissione di garanzia e, soprattutto, da chi dovranno guardarsi tutti quei produttori che da sempre hanno creduto, investito, speso ttute le loro energie per proporre un vino unico e inimitabile, uno dei più grandi vini al mondo, ottenuto da quel sangiovese grosso che a Montalcino trova la sua massima espressione? La risposta, purtroppo, mi sembra fin troppo facile.
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