Monday 9 June 2008
Colpo di scena a Montalcino: il ministro Zaia nomina il Comitato di garanzia e il Consorzio è fuori
Non ci pensa due volte. Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia, come anticipato pochi giorni fa, ha nominato il Comitato di garanzia che dovrà coordinare e provvedere alle attività di controllo sulla produzione del vino Brunello di Montalcino. Il decreto, che è il primo effettuato sulle relazioni fra Ministero e Consorzi di tutela, vede il nuovo Comitato così composto: Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, la Federazione che associa tutti i consorzi di tutela del vino, Vasco Boatto, docente di Economia agraria all'Università di Padova e direttore del corso di Enologia presso lo stesso ateneo, nella sede di Conegliano Veneto, Fulvio Mattivi, responsabile del laboratorio di analisi dell'Istituto di San Michele all'Adige, in provincia di Trento, ai quali il Ministro Zaia ha affidato il compito di verificare la piena rispondenza tra Piano dei Controlli e immissione del prodotto al consumo. Il Consorzio è, quindi, esonerato dal suo ruolo, e sarà il nuovo Comitato a dover proporre al Ministro e alle autorità competenti interventi straordinari per assicurare il pieno rispetto delle regole, nel caso dovesse individuare non rispondenze o problemi specifici legati al prodotto. Un intervento che ha come obiettivo primario, è lecito immaginarlo, quello di riportare alto il livello di fiducia nei consumatori e mercati di tutto il mondo, affinché il Brunello di Montalcino non abbia a risentire ulteriormente di un momento indubbiamente difficile e profondamente complesso. Resta comunque il fatto che per il Consorzio del Brunello di Montalcino, per il suo presidente Marone-Cinzano e per tutto lo staff, questo è un messaggio chiaro che, se si vuole uscire dalla crisi e dare un'immagine decisa e affidabile della situazione, soprattutto agli occhi di coloro che hanno posto un chiaro veto alle importazioni, è necessario prendere il controllo in modo chiaro e inequivocabile. Certamente, almeno in questo caso, l'erga omnes, ovvero il ruolo di verifica di tutto il processo produttivo da parte di un Consorzio di Tutela, non ha avuto buon esito. Speriamo almeno che sia motivo di riflessione per tutti.
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erga omnes
{ Inviato da Andrea Pagliantini }
Credo che il messaggio del ministro sia chiaro e si è capito della scarsa affidabilità del decreto erga omnes,( procedura che concede ad un consorzio di produttori di autocontrollarsi).
Mi auguro sia l'inizio di un percorso nuovo anche verso altre docg che si fregiano del decreto sopra citato, non per sfiducia a tutti i costi, ma per una semplice questione di limpidezza e non dare perlomeno adito a dubbi.
Chi è controllato, e chi controlla è bene siano sempre entità diverse e stagne.
erga omnes
{ Inviato da Anonymous }
Buonasera a tutti.
Condivido il fatto che l'erga omnes, in questo caso, abbia dimostrato, quanto meno, i propri limiti.
E' singolare peraltro che uno dei tre nominati, il Dottor Ricci Curbastro, sia uno dei massimi fautori del decreto firmato a suo tempo dal Ministro De Castro. E' curioso che debba intervenire, sia pure in regime di collegialità, per rabberciare una situazione creata da un provvedimento di cui egli stesso è stato lo sponsor principale.
Con molti cordiali saluti,
Francesco Bonfio
Modificato da RoVino il giorno Monday 9 June 2008 alle ore 07:42 PM
Ricci Curbastro
Caro Francesco Bonfio (sbaglio o ci siamo conosciuti con Ziliani?), condivido le sue perplessità, tanto più pensando al fatto che Ricci Curbastro non mi sembra del tutto al di sopra delle parti, visto che è comunque un produttore di vino. Ma certamente la situazione può prendere una piega diversa e lanciare un segnale che l'erga omnes non può essere assegnato alle stesse persone che devono essere controllate. Ma il conflitto di interessi, si sa, è ormai una passione collettiva...
erga omnes
{ Inviato da Anonymous }
Sì, dottor Giuliani, ci siamo visti a benvenuto Brunello e poi ad Alba. Ben trovato.
Ma secondo lei il provvedimento del Ministro è volutamente meno forte di un commissariamento del Consorzio del Brunello o semplicemnete il Ministro ha voluto incidere sull'argomento più strettamente ministeriale?
Una fonte da Montalcino mi dà per certe le imminenti dimissioni del Presidente Marone Cinzano. Può confermare?
Cordialità,
Francesco Bonfio
La decisione del ministro
Credo che all'origine di questa scelta ci siano le pressioni dei paesi importatori. Era necessario un segnale chiaro e inequivocabile. Il commissariamento, a mio avviso, avrebbe potuto essere male interpretato.
Per quanto riguarda Montalcino, le voci le ho ricevute anch'io, ma non posso darle per certe.
Montalcino
{ Inviato da francesco bonfio }
Il Presidente Marone Cinzano si è dimesso. Paga per colpe sue e soprattutto per colpe di altri. Da oggi il Consorzio non ha più l'incarico Ministeriale. E la Procura ha chiesto altri sei mesi per un supplemento di indagine. Mi sembra una situazione di estrema complessità.
A presto
Francesco Bonfio
Marone Cinzano
Si Francesco,
ne avevo dato notizia proprio questa mattina.
La situazione è complicata perché si espande sempre di più coinvolgendo anche altre aree toscane, ma certamente a Montalcino il peso è enorme. Credo che per Marone Cinzano non sia stata per niente facile, le pressioni non sono sicuramente mancate.
brunello
{ Inviato da Anonymous }
Vivo e lavoro a Londra dove il Brunello nn e' stato mai capito ma ultimamente a peggiorato ancora di piu la sua posizione ..credo che questa vicenda sia stata trattata molto male dai vertici del consorzio brunello che ancora oggi nn chiariscono la loro posizione./
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 25 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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