Monday 9 June 2008
Chi è Carlo Macchi? Prima di tutto un amico...poi un ottimo giornalista
Quando ho conosciuto Carlo ho provato subito simpatia, il suo modo di rivolgersi sempre aperto e gioviale, con quell'ironia che è tanto toscana ma che, a guardare bene, non è mai uguale a se stessa. Il suo approccio al vino non è mai banale né segue alcuno standard, è un work in progress; instancabile, curioso, sempre pronto a mettersi in discussione, mai convinto che la sua sia l'unica verità. Ma quello che mi ha più colpito di lui è la grande generosità, che nel suo caso non sembra neanche tale, è come se per lui essere ospitali è una cosa del tutto naturale, al punto da metterti a disposizione non solo la sua casa ma anche la sua cantina!
Ora ditemi, siate sinceri, quanti di voi se ne starebbero tranquilli in cucina, magari a preparare un buon piatto di pasta, sapendo che nella vostra cantina c'è un individuo che sta rovistando per estrarre una o più bottiglie magari pregiate a sua scelta?
Beh, Macchi questi problemi non se li pone proprio, anzi, troverebbe quasi offensivo se ti rifiutassi di farlo! Magari la sua è solo pigrizia, ci sono da fare un po' di ripide scale per arrivare in cantina...no, non è così pantofolaro. E' che Carlo, evidentemente, sa perfettamente che il vino è fatto per essere bevuto, soprattutto in compagnia. Custodirlo gelosamente, accumularne migliaia di bottiglie per poi farne sfoggio e vedere se la cosa suscita invidia non fa parte del suo Dna, le bottiglie si stappano e si bevono insieme (quando la compagnia è gradita, ovviamente), se ne parla con semplicità, senza fare i duri e puri, ma tornando a quel sano concetto di convivialità tipico di chi ama i piaceri della buona tavola.
Tutto questo non è accaduto con un vecchio compagno di scuola, con cui si è condiviso migliaia di esperienze e avventure, ma con un "collega", frequentato esclusivamente durante i viaggi di lavoro. Non c'è una storia di antica amicizia, ma una semplice simpatia e, credo, stima reciproca; quanto basta a Carlo per non avere alcuna remora ed accoglierti in casa. Così mi sono trovato a scegliere non una ma due bottiglie di vino, solo perché mi sono posto un limite dovuto a due semplici motivi, il primo è che eravamo solo in due a bere e il secondo perché non è nella mia natura approfittare, altrimenti Carlo mi avrebbe detto stop chissà quando.
Sfortuna volle che una delle due bottiglie che ho scelto avesse problemi, e dolore grande trattandosi di un grande produttore di Langa, per la precisione di Barolo, ma, mi confessa Carlo, tutte le bottiglie di quell'annata da lui acquistate (già, avevo dimenticato di dirvi che non tutti i vini che ha in cantina sono omaggio di aziende, spesso se li compra) hanno questo problema dovuto, probabilmente, ad una botte non proprio in buone condizioni.
Diversa sorte per l'altra bottiglia che ha contribuito notevolmente a farci dimenticare lo spiacevole incidente: trattasi del Brunello di Montalcino 1996 di Poggio di Sotto, un autentico gioiello. Non vi sto a descrivere i gaudenti profumi e la materia eccellente di questo grande vino del mitico Palmucci, perché questo post non è dedicato a lui, ma ad una persona, della quale ho avuto modo di conoscere anche la splendida famiglia, che stimo davvero e sono felice di frequentare, seppure occasionalmente.
Buona giornata dottor Macchi!
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