Tuesday 3 June 2008
Ecco perché a Lamole il Chianti Classico viene bbono!

Forse non tutti sanno che da venerdì 30 maggio a lunedì 2 giugno si è svolta la VII edizione de I Profumi di Lamole. Ebbene, si dà il caso che a Lamole, un piccolo comune raggiungibile dalla SR222 che da Greve in Chianti scende a Panzano, si produce vino (se no cosa ci stavo a fare...), e dopo aver degustato, anzi bevuto (quanno ce vò ce vò) una discreta parte del contenuto di queste bottiglie (e di altre nelle varie occasioni culinarie), posso confermarvi che qui si fa uno dei più buoni, freschi, succosi, eleganti Chianti Classico. Ovviamente gli stili sono diversi, ma ci sono alcuni elementi che accomunano tutti i rossi di questa zona fantastica e che ritroviamo puntualmente nel bicchiere.

Questa locandina mostra nel dettaglio la collocazione delle aziende che hanno partecipato all'evento. Sono sette produttori: Lamole di Lamole (proprietà del colosso Santa Margherita), Castelli del Grevepesa, Castellinuzza di Paolo Coccia, Castellinuzza e Piuca del fratello Giuliano, Le Masse di Lamole di Anna Maria Socci, I Fabbri di Susanna e Maddalena Grassi e Le Stinche di Paolo Socci.

Dei vini vi parlerò dettagliatamente su laVINIum, ma qui desidero mostrarvi le immagini che ho scattato nei due giorni che sono stato presente, con un tempo altalenante, venerdì piovoso e ventilato, con temperature che nel tardo pomeriggio hanno raggiunto i 14 gradi, mentre sabato è andata meglio, con momenti di pieno sole e un caldo tollerabilissimo grazie anche all'altitudine di Lamole. Siamo a circa 600 metri, le vigne partono dai 450 per arrivare fino a 650, quindi siamo in una zona decisamente alta e il vino acquista delle caratteristiche di freschezza ed eleganza, spesso con belle sfumature minerali.

Inutile dirvi, potete verificarlo anche dalle foto, che sono rimasto incantato dal paesaggio, dalla quantità di verde, di boschi, dove le vigne appaiono solo a sprazzi, creando un equilibrio straordinario, oggi sempre più raro a causa dell'enorme sviluppo della viticoltura.

Qui siamo quasi di fronte a Lamole, a poche decine di metri dalla piazza principale, dove si è svolta la manifestazione. La differenza fra i vini è dovuta sia alla composizione dei terreni che ai sistemi di allevamento, che vanno dal tradizionale alberello di Lamole al cordone speronato, dal cordone con archetto al guyot.

Non è mia abitudine scattare molte foto ai vigneti, anche perché mi sembra di annoiare, ma qui il paesaggio ha un particolare fascino.

Qui potete vedere una macchina adibita a "scassare" il terreno, non so se per costruire un muretto o per predisporre il terreno a nuovi impianti.

Ancora un'altra immagine per farvi vedere i diversi metodi di allevamento, notate il colore intenso delle forglie?

Ops! Cosa ci fa da queste parti il mitico Leonardo Romanelli? Dicono che sia qui per ricevere un premio come cittadino onorario di Lamole...

Certo, Leonardo, che la macchina la potevi parcheggiare meglio!

Ecco il sindaco di Lamole, Marco Hagge, che presenta al pubblico il festeggiato, ma...cosa sta cercando Leo con quella mano infilata nella giacca?

Accidenti, ma è un prestigiatore! Ha estratto dal taschino interno questo decanter voluminoso e pesante, tanto da sbilanciarlo indietro...

Ed eccoci ad uno dei momenti simbolici della festa, tutti i produttori versano il contenuto dei loro vini in una damigiana per simboleggiare l'unione di intenti. C'è un minore malintenzionato...

Chiudiamo con un altro trittico. Qui siamo nella zona di Càsole, poco prima di Lamole, dove risiede l'azienda I Fabbri. E' uno dei punti più belli di tutta la zona.

Questo vigneto è a forma di anfiteatro e, quando si passa dalla strada, non si può fare a meno di fermarsi per ammirarlo.

Qui si vede molto bene la forma che segue l'andamento della strada, con i muretti divisori. Spero di non avervi troppo annoiato...
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