Tuesday 29 April 2008
Arriva il "Friulano", addio al "Tocai" ma solo in etichetta
La lunga querelle fra Ungheria e Italia sulla paternità del nome "Tocai", si è conclusa nel 2005 con l'irrevocabile decisione della Corte europea di giustizia del Lussemburgo - alla quale i produttori friulani si erano appellati sperando potesse bloccare gli accordi siglati nel 1993 tra la Comunità europea e l'Ungheria - che ha decretato che dal 1 aprile 2007 non è più possibile utilizzare la denominazione "Tocai friulano" per i vini italiani ottenuti da questo vitigno simbolo della terra friulana.
Si era ipotizzata la possibilità di consentire all'interno del nostro Stato l'utilizzo del nome "Tocai Friulano" in etichetta, mentre per il mercato estero non sarebbe stato possibile. Una possibilità che non credo verrà presa in considerazione, sia perché costringerebbe le aziende ad una doppia etichettatura, sia perché è molto meglio lavorare su un'immagine unica e inequivocabile, al fine di non produrre dubbi o incertezze nei consumatori.
E' quindi con la vendemmia 2007 che si è inaugurato il nuovo nome, ovvero "Friulano", coincidente con quello attribuito al vitigno nel Registro nazionale delle varietà di vite. Ed ecco l'etichetta di una casa storica, di uno dei padri dell'enologia friulana, Mario Schiopetto, recentemente scomparso. Oggi sono i figli Carlo, Giorgio e Maria Angela che tengono alto il nome di questa prestigiosa azienda: circa 200.000 bottiglie con 8 etichette: 6 vini bianchi, di cui 4 varietali (Friulano, Sauvignon, Pinot Bianco, Pinot Grigio) e 2 cuvée (Mario Schiopetto Bianco e Blanc des Rosis), più 2 vini rossi (Rivarossa e Blumeri).
Sia ben chiaro per tutti gli appassionati, l'etichetta è nuova, ma il Collio Friulano 2007 non ha subito modifiche, il processo di vinificazione è sempre lo stesso e i profumi, figli di un'ottima annata, saranno quelli di uno dei più rappresentativi vitigni a bacca bianca italiani.
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