Thursday 24 April 2008
Alberto Bertelli premiato per le ricerche sugli effetti benefici del vino
Il Premio Morsiani, istituito nel 1993 in memoria di Giuseppe Morsiani, da tutti riconosciuto come ricercatore che ha contribuito alla crescita del settore vitivinicolo italiano (dal 1949 fu direttore del Laboratorio Enochimico di Verona dell'Unione Italiana Vini), viene assegnato ogni due anni dall'Associazione Giuseppe Morsiani e da Unione Italiana Vini.
Quest'anno, per la prima volta, è stato esteso anche alla ricerca in campo medico e farmaceutico oltre che in quello vitivinicolo.
Il primo a ricevere la Targa d'Oro è Alberto Bertelli, del Dipartimento di Morfologia umana dell'Università degli Studi di Milano e vicepresidente della Commissione sicurezza e salute dell'OIV, "per il lavoro di ricerca svolto negli ultimi 20 anni, con studi originali e di avanguardia sul valore nutrizionale del vino, dalla ricerca sugli effetti del resveratrolo sul metabolismo umano fino alla sicurezza del consumatore per quanto riguarda gli allergeni e l'ocratossina".
Si è parlato lungamente del resveratrolo e dei suoi possibili effetti positivi sull'uomo, ma non era ancora stato presentato uno studio approfondito sulla sua effettiva azione e su come questo viene assimilato dall'organismo.
La ricerca di Bertelli ha potuto appurare, elemento assai fondamentale, che questa sostanza presente nei vini rossi ha efficacia già in piccole concentrazioni, il corrispondente di un semplice bicchiere di vino.
Questo fatto è molto importante perché sappiamo bene che un bicchiere di vino a pasto è una dose che non comporta controindicazioni in persone sane, in grado di metabolizzare l'alcol in esso presente senza subirne conseguenze dannose. Ma come avviene il meccanismo di assimilazione? Una volta assunto, il resveratrolo entra in contatto con la cellula e agisce sul mitocondrio, cioè la membrana che ne consente la respirazione. Il resveratrolo esercita un'azione di rallentamento della respirazione cellulare, consentendo ad essa di risparmiare energia preziosa, di ridurre le scorie (come i radicali liberi) e vivere più a lungo, un po' come se "andasse in letargo". Questo spiegherebbe l'effeto antiossidante e anti-aging (anti invecchiamento) di questa preziosa sostanza.
Però, dato che io sono il solito rompino, mi viene naturale dire che non va bene "un generico bicchiere di vino rosso", poiché sappiamo bene che è fondamentale come questo vino viene prodotto, affinché i suoi effetti siano soprattutto benefici. Innanzitutto dovrebbe essere ottenuto da uve biologiche, perché i prodotti chimici che vengono utilizzati nell'agricoltura tradizionale finiscono inesorabilmente negli alimenti e NON fanno certamente bene (leggete qui). Poi dovrebbe avere subìto meno trattamenti possibili in cantina, ciascuno dei quali può portare in qualche modo danno se assunto regolarmente (immaginate quanto l'organismo possa essere contento di assimilare tutti i giorni so2, gomma arabica, tannini enologici, acido tartarico aggiunto, lieviti aromatici, enzimi, mannoproteine, trucioli, aromi naturali e artificiali ecc.).
Ecco, come sempre si guarda ad un solo elemento dimenticando l'intero contesto. E' il problema di tutte le soglie minime di tolleranza, che vengono stabilite unilateralmente, senza tenere conto della somma di tutte le altre condizioni che si verificano nell'arco del tempo. Insomma, resveratrolo si, ma prima di tutto prodotti sani, altrimenti l'antiossidante non può fare certo miracoli!
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