Tuesday 15 April 2008
Un'analisi della PAN Europe su 40 campioni di vino rivela presenza di pesticidi

Ad aggiungersi ad un momento in cui il vino italiano (e non solo a quanto pare) non gode proprio di ottima fama, non tanto per gli eventuali fenomeni di sofisticazione o di scarsa aderenza alle norme legislative, quanto per il tam tam mediatico che ne è stato fatto, arriva fresca fresca (si fa per dire visto che la ricerca è datata 26 marzo 2008), un'altra piccola bomba: un'analisi effettuata dalla Pesticide Action Network Europe, insieme ad altre organizzazioni non governative (NGO) di Austria, Francia e Germania, su 40 campioni di vino venduto all'interno dell'UE, ha rilevato tracce evidenti di 24 diversi pesticidi, di cui ben 5 classificati dall'UE come cancerogeni, tossici, alteratori endocrini e mutageni.
Ogni vino, in media, ne conteneva almeno 4 con una punta di 10 in una bottiglia. L'analisi è stata fatta su 34 vini prodotti in modo convenzionale e 6 ottenuti da uve biologiche (3 francesi e 3 austriaci), di cui 10 prodotti in Francia, 10 in Germania, 7 in Austria, 3 in Italia, 1 in Australia, Portogallo, Cile e Sudafrica. Tre dei vini analizzati fanno parte di marchi famosi e hanno un costo superiore ai 200 euro. Uno solo dei vini ottenuti da agricoltura biologica conteneva presenza di pesticidi ma in una misura assai bassa, tanto da lasciar supporre una contaminazione dovuta alla vicinanza di altre vigne trattate in modo convenzionale.
L'esame ha anche rivelato la presenza di pestici di recentissima generazione, a conferma del fatto che molte aziende stanno abbandonando i metodi tradizionali di controllo dei parassiti a favore di un uso sconsiderato di pesticidi chimici.
Il documento della PAN Europe
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