Thursday 10 April 2008
Cosa c'entra Gianfranco Soldera con la vicenda di Brunellopoli?
Avevo detto che avrei atteso novità sulle indagini che si stanno effettuando a Montalcino, ma i fatti che stanno emergendo ultimamente mi spingono a riparlare ancora della questione, anche se sotto un aspetto del tutto diverso. Cosa sta succedendo da qualche giorno a questa parte? Come molti di voi sapranno ieri sera, 9 aprile 2008, si è svolta una riunione a porte chiuse di tutti i produttori associati del Consorzio del Brunello di Montalcino, riunione che è stata convocata con un preavviso di sole 48 ore (invece dei 15 giorni previsti dallo statuto) con l'obiettivo di fare il punto della situazione che in questo momento sta mettendo a dura prova la stabilità di questo rinomatissimo vino. Cosa si è detto durante l'assemblea, della quale parla anche il Corriere Fiorentino, non è dato saperlo poiché è stato imposto un rigoroso silenzio stampa.
Veniamo, però, a sapere dal blog Benvenutobrunello, curato da Guelfo Magrini, che il noto produttore Gianfranco Soldera, il cui nome viene quasi d'obbligo accompagnato dal termine "tradizionalista" (sarebbe interessante sapere se quest'appellativo è riferito al suo sistema di vinificazione o al fatto che è un convinto e irremovibile assertore del Brunello di Montalcino da uve sangiovese 100%, come previsto dal disciplinare...), ha inviato a tutti gli associati una lettera nella quale ribadiva la sua impossibilità a partecipare a causa di un preavviso totalemente al di fuori delle regole dello statuto, specificando che "la circostanza, sotto un profilo procedurale, un preavviso di 48 ore per la convocazione di quella che a tutti gli effetti appare essere un'assemblea dei soci del Consorzio non è coerente con lo statuto del Consorzio stesso (che prevede un preavviso di 15 giorni) ed è dunque gravemente lesiva del diritto di partecipazione.". Soldera evidenzia anche che le motivazioni di una simile riunione, ovvero l'ordine del giorno, non sono affatto chiare "salvo nel caso cui al fine di salvaguardare l'integrità e il buon nome del Consorzio, di cui mi pregio di far parte, la riunione non sia l'occasione di comunicare la sospensione dalla qualifica di socio e/o da eventuale carica nel Consorzio nei confronti di chi dovesse esser oggetto d'indagine, sino al completo chiarimento della situazione.". Nella lettera il noto produttore ilcinese tiene a precisare la sua forte preoccupazione per i fatti riferiti dalla stampa "che sono suscettibili di minare la reputazione delle aziende che - come la mia - lavorano con serietà e professionalità tenendo alta la reputazione del Brunello di Montalcino in tutto il mondo, creando ingenti danni anche di ordine economico." e, impossibilitato a partecipare alla riunione ne chiede l'annullamento, ma soprattutto auspica "che gli organi sociali del Consorzio assumano le opportune iniziative, ove non spontaneamente adottate, per la cessazione di qualsiasi titolo nel Consorzio da parte dei soggetti indagati o comunque coinvolti nelle indagini e la sospensione volontaria delle aziende indagate.".
Ora, premesso che se la riunione era a porte chiuse e quanto si è detto durante quelle ore non è dato saperlo, perché si è resa pubblica una lettera inviata in forma privata ai partecipanti da parte di un produttore associato? E come mai da un po' di giorni girano voci, sempre più confermate, che a Gianfranco Soldera si attribuiscono precise responsabilità riguardo alle indagini che Guardia di Finanza e Magistratura stanno effettuando a Montalcino? Voci di cui parla anche Franco Ziliani in questo articolo: "Alle incredibili facce di bronzo che dicono già, che diranno ancora, che ripeteranno, tanto qualcuno sarà felice di abboccare, che la questione dei Brunello di Montalcino non conformi, poi denominata Brunellopoli, è solo un’invenzione di un produttore incosciente (di cui mi onoro di essere amico, ma che escludo abbia fatto "la spia" come qualche calunniatore dice abbia invece fatto) e di qualche giornalista-blogger irresponsabile, che andrebbe seriamente punito e ricondotto al silenzio, così impara a non rompere le scatole ai manovratori, suggerisco di uscire dall’orticello di casa, dove fioriscono i gonzi che possono tranquillamente abbindolare, e di leggere quello che sulla vicenda stanno scrivendo fior di giornali in giro per il mondo.".
Quale assurda ragione ci potrebbe mai essere in un uomo integerrimo come Gianfranco Soldera, che crede profondamente nell'importanza di tenere alto il nome del Brunello di Montalcino nel mondo, di fare un'azione di denuncia che saprebbe tanto di rappresaglia e motivata da chissà quali loschi tornaconti? Ma per favore! Vuoi vedere che è tutta una bufala? Che il caso Brunellopoli è tutta una montatura? Peccato che le indagini siano partite svariati anni fa, che siano state riscontrate irregolarità e che queste sono state in parte sanate. Se il Consorzio, invece che preferire il silenzio sin dall'inizio, si fosse premurato di comunicare agli organi di stampa l'andamento delle indagini, con correttezza e senza timori, invece di lasciare il sito ufficiale nella totale assenza di qualsiasi notizia, probabilmente oggi non ci sarebbero termini come Brunellopoli e Velenitaly che hanno, questi si, portato danni a dismisura e scatenato paura e confusione fra i consumatori e nei mercati internazionali.
{ Inserito da RoVino in ne vogliamo parlare }
{ 4 commenti }
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bah....
{ Inviato da Anonymous }
La cosa che rattrista, Roberto, sai qual è? Il mondo dell’informazione e comunicazione del vino. Oggi tutti si buttano in questi scandali alla ricerca dello scoop e del titolo sensazionalistico (quando determinate perplessità e voci girano da un bel po’), parte la caciàra delle reciproche accuse che arrivano ad infangare persino persone perbene come Soldera, e scommettiamo che tra un po’ sarà tutto dimenticato? Le aziende coinvolte saranno prosciolte da qualsiasi accusa (auspicabile, nel caso in cui non abbiano commesso reato, per il buon nome del Brunello e dell’Italia, non certo per il loro, di cui almeno a me, non frega granchè) e amen. Ad esercitare il diritto di critica sarà Ziliani ( e quei pochi altri) che in tempi non sospetti ha espresso il proprio parere sui Brunello poco Brunello (ma anche sui Barolo e via così) e il circo mediatico delle starlette ed enologi superstar, guide, premi, ed eventi riprenderà il suo trionfale percorso. Eppure mica è difficile dire, che al di là dei personali gusti, i Brunello di Frescobali e Banfi sono un’interpretazione forzata (?!?) del Brunello di Montalcino. Ciao, Mauro.
http://ilviandantebevitore.blogspot.com/
Perché è vietato denunciare i produttori scorretti?
{ Inviato da Anonymous }
Scusate, cosa ci sarebbe di male se un qualsiasi produttore di Montalcino avesse avvisato le autorità che secondo lui esiste del Brunello non prodotto con 100% di Sangiovese
Denuncia di un produttore
Sarebbe una persona corretta. Quello che si vuole insinuare, invece, è che questo produttore lo abbia fatto per fini vendicativi.
Risultato
{ Inviato da Anonymous }
Per me consumatore il risultato sarebbe stato lo stesso, indipendentemente dai fini del denunciante.
Non conosco Soldera, ma apprezzo i suoi vini, quindi non capisco di cosa dovrebbe vendicarsi.
borntowine
Scusate non ho firmato "Perché è vietato denunciare i produttori scorretti?"
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 65 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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