Monday 7 April 2008
Velenitaly: la vergognosa copertina de L'espresso
C'è un limite che non si deve mai oltrepassare. Le inchieste giornalistiche sono un patrimonio straordinario, spesso riescono a fare luce su questioni difficili e nebulose, ma l'uso che se ne fa non deve mai avere un intento distruttivo. La copertina de L'espresso, giunto nelle edicole proprio a ridosso della più importante manifestazione fieristica dedicata al vino italiano, dal titolo accuratamente scelto per l'occasione, "Velenitaly", è a dir poco vergognosa. L'inchiesta sparata a caratteri cubitali sui "70 milioni di litri di vino prodotto con sostanze tossiche", accomunata al "pane della camorra", a "l'olio finto italiano" e alle truffe su Brunello, Chianti e Passito, proprio in occasione del Vinitaly non è certamente casuale ma piuttosto una perfetta occasione di scoop economicamente vantaggioso ma irresponsabile. Non è certo un demerito averla fatta, ci mancherebbe altro (anche se in parte si tratta di inchieste vecchie), ma l'enfatizzazione, la profondamente incosciente azione di creare scompiglio e paura in un momento in cui l'Italia fatica enormemente a rimettersi in piedi dagli altrettanto magistralmente pompati scandali sulle mozzarelle e sull'immondizia da stampa e televisione, e durante un evento vetrina fondamentale del made in Italy in campo vinicolo, è davvero inaccettabile e micidialmente dannosa.
Gli effetti di un simile annuncio bomba, che gioca con chiara evidenza sulle parole (non bastava la già assurda Brunellopoli), sono immediatamente riscontrabili, sia nei commenti di chi ha acquistato il settimanale (uno ascoltato proprio dal sottoscritto davanti ad un'edicola della mia città: "Hai visto lo scandalo di velenitaly?", "che schifo, vatti a bere il vino!"), sia nell'immediato abbassamento delle richieste di vino (non solo Brunello e Chianti) da parte di buyers italiani e, soprattutto, esteri.
Come se non si sapesse che un annuncio così mirato e puntuale può provocare un grande scompiglio nel settore agroalimentare. C'è modo e modo di fare inchiesta, certamente questo ha fruttato un forte aumento delle vendite per la rivista, ma si tratta di un gesto irresponsabile e irriguardoso nei confronti di tutti quei produttori onesti (che sono sempre la maggioranza), che ogni anno spendono tutte le loro energie nel lavoro e devono fare già i conti con le annate difficili, con la concorrenza spietata dei nuovi paesi produttori, con il caro prezzi che incide anche nel loro settore, con la sempre maggiore difficoltà di trovare personale adeguato e volonteroso che operi con serietà e professionalità in vigna come in cantina. Queste migliaia di piccole e medie aziende oneste che devono lottare per farsi conoscere, che nei primi anni hanno solo spese, che si affacciano sul mercato con la necessità di far quadrare i conti, investendo denaro per le pubbliche relazioni, pagando fior di quattrini per essere presenti al Vinitaly, luogo fondamentale per i contatti commerciali, non meritano di dover pagare un così caro prezzo. E questo vale anche per i produttori di mozzarelle come per quelli di olio. Sappiamo benissimo come sia facile fare di tutta l'erba un fascio, sappiamo benissimo di come all'estero ci considerino ormai un Paese alla deriva e inaffidabile, qual è allora l'utilità, il valore aggiunto, di una simile inchiesta dall'evidente carattere terroristico? Chi si occuperà di salvaguardare e tutelare coloro che non meritano di finire nel fango?
Siamo ormai abituati a pensare a senso unico, nessuno si pone il problema se tutta quella gente che lavora onestamente e faticosamente, proponendo prodotti validissimi, meriti di vedere annientati tutti i loro sforzi. Parliamo di milardi di euro, tracollo delle vendite di mozzarelle prima, di vino ora. Mi torna in mente quella famose frase di Michele Apicella, alias Nanni Moretti nel suo film Bianca: "Continuiamo così, facciamoci del male".
Fa piacere il coraggioso intervento di Enzo Vizzari, direttore delle guide de L'espresso, che dichiara nella sua rubrica Fritto misto: "Non conta e non serve a nulla, ma tengo a far sapere a chi mi conosce che mi vergogno profondamente della copertina de L’espresso di questa settimana". Anche Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili, curatori della Guida ai vini de L'espresso, hanno preso con decisione le distanze e chiarito la loro posizione sul loro blog.
{ Inserito da RoVino in bestialità intollerabili }
{ 18 commenti }
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domanda ?
{ Inviato da Anonymous }
Ciao Roberto,
sono amareggiato, disgustato, e direi quasi " schifato" per tutto questo can-can mediatico. Ho scritto su un forum che questi giornalisti " dovrebbero tacere", in questo momento perchè stanno scrivendo di cose capitate molto tempo fà, e mi riferisco a pantelleria ( sono almeno 2/3 anni ! ), ed alla sofisticazione di Veronella di 7/8 mesi fà.
Allora mi chiedo e ti chiedo : da dove è partito tutto questo casino ? la miccia è stata innestata ed accesa di Suckling sul suo blog all'estero, e da un'altro bloggista nostrano.
Ecco il perchè alcune settimane fa, andavo predicando prudenza e cautela, sono cose troppo delicate per fare un casino del genere, perchè poi si intromettono persone che il mondo del vino non lo conoscono e vogliono fare solo " Scoop " come i colleghi dell'Espresso. Nessuno vuole coprire niente e nessuno, è giusto che chi ha sbagliato paghi, ma con questo polverone ora si rischia di fare pagare anche gli innocenti.
Ciao e buona giornata
Roberto Gatti
Commento senza titolo
{ Inviato da Fabio Rizzari }
ho appena risposto sul nostro blog a un tuo giusto commento sulla stessa vicenda. Qui tengo solo a fare un paio di precisazioni: Enzo Vizzari è il direttore del settore Guide dell'Espresso, e non il curatore della guida dei vini. I curatori della guida dei vini siamo io ed Ernesto, e a nostra volta abbiamo preso una posizione netta e non equivoca sulla copertina in oggetto. Ciao
Commento senza titolo
{ Inviato da Anonymous }
Ops! Ma non e' proprio quello che ha scritto Roberto G.? O hai cambiato il post Roberto? Riccardo/Acquabuona.it
velenitaly
{ Inviato da Fulvio }
Possiamo discutere sulla forma ma non sulla sostanza delle denunce giornalistiche!
In italia è ormai prassi comune non far sapere niente a nessuno per non danneggiare chi o che cosa.
Sarebbe bene invece che facessero subito i nomi di queste aziende criminali che infangano di riflessso anche quelle oneste e che curano la qualità.
E' ora di farla finita con questi falsi protezionismi.
Vogliamo i nomi subito.
RICCARDO
Ma di che parli Riccardo? Vuoi spiegarti meglio?
@Fulvio
Assdolutamente d'accordo Fulvio. Ci mancherebbe altro. Purtroppo però i nomi escono solo quando fa comodo a qualcuno farli uscire. Non è facile fare pulizia quando ci sono troppi poteri in gioco.
Se leggi i miei post precedenti sull'argomento noterai che io stesso ho parlato della vicenda Brunello, ma ritengo che gli annunci terroristici non servano altro che a fare danno all'intero comparto. Sarebbe molto meglio che le indagini andassero avanti in modo corretto fino alla fine, e che poi, se ci sono colpevoli escano fuori i nomi, EVIDENZIANDO IL GRADO DI COLPA, perché non si può mettere insieme chi spaccia per vino una miscela di veleni e chi nel vino aggiunge vitigni non autorizzati dal disciplinare, pratica che se si andasse davvero a controllare fino in fondo, si scoprirebbe attuata in molte, molte altre zone.
Commento senza titolo
{ Inviato da Anonymous }
Si, scusate: volevo solo dire che Fabio precisa una cosa (lui ed Ernesto Gentili, e non Enzo Vizzari, sono i curatori della Guida Vini) che era scritta pari pari nel post di Roberto. Riccardo
OK Riccardo
Ah, ora sei stato più chiaro. Si, ho corretto perché ho scritto il post all'una di notte ed ero decisamente stanco, so bene che i curatori sono Fabio ed Ernesto.
Velenitaly
{ Inviato da La Dame Blanche }
Purtroppo sembra di rivivere le fasi tragi-comiche della vicenda "vallettopoli". Il problema qui è che l'immagine alterata e rovinata non è quella della valletta di turno o del politico smanioso, ma di una Italia intera, un paese che non è fatto solo di mascalzoni ed arrivisti privi di scrupolo ma anche (e mi auguro soprattutto) di persone colte, pacate, amanti della buona educazione, del buon vino e del buon cibo, persone che lavorano per costruire.
L'esatto contrario di quanto questo infimo articolo abbia voluto presentare.
Gli americani quando sentono l'Inno nazionale si alzano in piedi, mettono la mano sul cuore e cantano convinti che quanto fanno sia giusto e doveroso.
Gli italiani quando intravedono la possibilità di mettersi in mostra sul palcoscenico delle notizie, si siedono, cominciano a scrivere brutalità e mettono la mano sul portafoglio....
E' cosi' bella questa Italia che si ingegna, questa Italia che riesce ancora a stupire il mondo con i suoi abiti, con i suoi paesaggi naturali e con i suoi vini.
Perchè non ce la teniamo e la facciamo ri-fiorire?
Amo i buoni vini, sono una cuoca appassionata, sono una donna che lavora e viaggia, sono madre e moglie, insomma una persona come tante altre.
E come tanti voglio potermi godere questa terra e questo sole, con tutti i suoi profumi, buoni e anche meno buoni. Ma una terra vera.
Dal produttore all'enologo, dall'imbottigliatore al trasportatore, dal giornalista al suo direttore, tutti quanti dovrebbero mettersi una mano sul cuore e cominciare a cantare l'inno della verità e del rispetto per quelli che, ad ogni costo, fanno ancora le cose con onestà ed umiltà.
Cara Dame Blanche
Bellissimo commento, grazie del tuo intervento prezioso. Non hai un tuo blog dove possa veinre a leggerti?
velenitaly
{ Inviato da Slavata }
Penso che, tutto quello che si è letto in questi giorni farà sì di creare, nell\\\\\\\'opinione pubblica, grande odio sulle prime e dopo un po di tempo tutti si dimenticheranno di tutto; pensate ai vari scandali sul vino avvenuti negli ultimi 20- 25 anni nessuno si ricorda del vino al metanolo? eppure sono morte 15 persone ( se non erro) ed altresì non vi ricordate del vino fatto con le cartine e l\\\\\\\'acqua di fonte che tra l\\\\\\\'altro non era nemmeno potabile? eppure la stessa azienda di questo scandalo è ancora operante, non solo se si vanno a leggere le recensioni su una guida di una famosa associazione di degustatori la definisce come -\\\\\\\"colei che si è sempre impegnata per proporre prodotti rispondenti al territorio\\\\\\\"- ( se non ricordo male le parole il significato, comunque, è questo). Che dire gli italiani dimenticano tutto abbastanza presto al pari dei polli, della mucca pazza e via discorrendo. Diciamoci la verità quello che è successo a Montalcino è l\\\\\\\'avere aggiunto uno o più vitigni oltre a quello previsto, il sangiovese; trattasi di contraffazione ma ve lo siete chiesti quale può essere, per queste aziende a cui hanno sequestrato il vino, la condanna? correggetemi se sbaglio ( ma non credo!) € 5.000,00 di multa. ed allora che cosa aggiungere? ...continuiamo a farci del male. Credo che l\\\\\\\'articolo de L\\\\\\\'Espresso non ha fatto altro che creare nuovo odio negli italiani già fortemente derisi dal far parte della Comunità Europea; sì perchè il latte viene dalla Francia ( ha più quote latte), l\\\\\\\'olio ( greco o spagnolo perchè hanno più quote ) basta imbottigliarlo in Italia e diventa italiano poi viene venduto come DOP a prezzi indubbiamente più alti ( vedi nota giornalista televisiva con grande azienda olearia in Umbria). Scuasate se mi sono sfogata ma sono veramente disgustata non solo dell\\\\\\\'articolo ( da cui mi dissocio) ma da tutto ciò che si è verificato e dal fatto che le conseguenze saranno, secondo me, più forti per i piccoli produttori perchè il cittadino medio ( che ha la memoria corta) se compra una bottiglia di vino, piuttosto che una d\\\\\\\'olio od una mozzarella la vuole \\\\\\\"griffata\\\\\\\" seppur taroccata! Buonanotte a tutti
SOFISTIFICAZIONI
{ Inviato da Anonymous }
Non c'è da scadalizzarsi per la copertina de l'Espresso.
Il problema delle sofistificazioni esiste da sempre e ci sarà sempre perchè è impossibile controllare tutte le cantine produttrici.
Basta chiedersi perchè sul mercato ci sono bottiglie di Chianti classico DOCG da 2/3 euro a 15/20 euro.
Tenuto pur conto della qualità data dalle rese ettaro non è giustificato il divario.
Forse una dispositivo di legge che stabilisca che l'azienda produttrice debba imbottigliare il vino presso le proprie cantine e quindi si eviterebbero partite di autobotti viaggianti per l'Italia, potrebbe ridurre tagli, sosfistificazioni più o meno con prodotti alimentare e/o chimici.
grazie
Commento senza titolo
{ Inviato da slavata }
Convengo con anonimus, quello che manca alla gente, è capire la differenza tra il tarocco e non; vai al supermercato e ti trovi il vino a dei prezzi che nemmeno se dentro c'è l'aria, ma allora la colpa di chi è? perchè un soggetto dotato di normale intelligenza fa 1 + 1 ma la maggior parte pare proprio di no. Vuole il tarocco.
Poi ci sono i produttori furbi ( grandi nomi), che hanno ben pochi ettari rispetto alle produzioni sul mercato, che comprano il vino alla grande distribuzione lo imbottigliano e vendendolo, con la propria etichetta, portano il costo a prezzi proibitivi. Auguri e buona spesa, io intanto per evitare alcune contraffazioni, stò preparando la pracella per fare l'orto ( almeno so ciò che mangio). 'Notte a tutti.
Questa e\' una vergogna!
{ Inviato da Ciro Pirone }
Cari Signori, vivo negli Stati Uniti e lavoro nel settore vinicolo e nello specifico sono specializzato sui vini italiani, che amo e difendo a spada tratta qui negli States.
<br>Mi ritengo un portavoce dell\'Italia e del made in Italy, sicuramente quella che voglio rappresentare e\' un\'Italia pulita e che amo, in questa confusione generale e questo bisogno dell\'affossarci reciprocamente che abbiamo noi italiani rischiamo di rovinare quell\'immagine che abbiamo impegnato tanti anni a guadagnarci.
<br>Da quando sono iniziate a circolare queste notizie sul Brunello, alcuni dei miei clienti e sicuramente tante altre persone cominciano a chiedersi se e\' sicuro comprare il vino italiano (E NON SOLO IL BRUNELLO!), io sono per il rispetto delle leggi e quindi chi imbroglia deve essere punito se si trovano le prove pero\' allo stesso tempo dobbiamo essere cauti prima di creare un polverone che rovini l\'economia del vino italiano.
<br>Io credo in tutte le persone che lavorano onestamente e cerco di rappresentare quelle aziende con le quali lavoro e raccontare la loro storia e fatica, che e\' cosa molto apprezzata qui negli Stati Uniti, spero che questo venga capito anche in Italia e da alcune persone che pure di fare notizia scriverebbero di tutto.
<br>Spero che questa situazione venga risolta al piu\' presto e ritorni la tranquillita\' nel mondo enologico italiano.
<br>Grazie e buon lavoro ai tanti vignaioli onesti!
E' il business baby, il business !!
{ Inviato da Ettore }
Dispiace notare che una rivista (così mi piace chiamarla ed usarla) come laVINIum sempre equilibrata ed attenta, abbia scelto di usare toni così pesanti e fuori dalle righe riguardo la vicenda Espresso/VInitaly. La chiamo così perchè credo che al di la delle sofisticazioni e delle alterazioni nel settore agroalimentare cui non frega assolutamente nulla a nessuno (intendo ovviamente ai grandi poteri editoriali) il problema vero in questo caso è il business che circonda il vino, il monopolio oligarchico che lo domina e lo determina e di cui Vinitaly è l'espressione più visibile e conosciuta. Insomma si picchia al bersaglio grosso e si lancia un messaggio di stampo quasi "mafioso" per ottenere una redistribuzione interna di potere e denaro in un settore che negli ultimi anni ha avuto un espansione vertiginosa e sul quale sono piovuti in questi anni enormi investimenti più o meno puliti.
Insomma vorrei chiedervi, ma avete visto cosa è diventato Vinitaly negli ultimi anni ? A quando donnine in abiti succinti per presentare l'ultimo Barolo ? Vi prego di accettare questa mia provocazione, ma invece del solito "ma come si permette, lei non sa chi sono io" (ho letto anche un preoccupante "dovrebbero tacere" riferito ai giornalisti )che non aiuta nè il sistema vino, nè, ed è la cosa che più mi interessa, questo piccolo e importante spazio che laVINIum rappresenta, penso che ci si dovrebbe impegnare a capire e diffondere da dove vengono e dove vanno i soldi del vino, delle difficoltà e dei ricatti che subiscono i piccoli produttori per far conoscere e distribuire i propri prodotti, su come viene diviso il mercato nazionale ed estero. Io ne so poco ma credo che mettere il naso in queste vicende possa rivelare diverse e non sempre gradite sorprese.
Mi scuso della eccessiva lunghezza di questo mio contributo, ma vi leggo sempre con attenzione e piacere e sono certo riuscirete a coglierne il senso.
Buon lavoro.
Ettore
Caro Ettore
Non so perché fai questa critica a Lavinium, ma ci tengo a precisarti che sono stati scritti numerosi post sulle ultime vicende legate al vino. La critica fatta a L'espresso ha un suo fondamento. Penso che ne converrai che la strumentalizzazione di notizie (mescolare una serie di indagini che hanno avuto esiti e ragioni differenti, a ridosso di una manifestazione che, per quanto criticabile, è necessaria anche e soprattutto per quei piccoli produttori che hanno bisogno di farsi conoscere e, per esserci, pagano un lauto prezzo) per interessi che poco hanno a che vedere con il fare informazione, è sempre e comunque da biasimare.
Non è un caso che Enzo Vizzari, Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, abbiano preso con decisione le distanze da una simile copertina.
Fatti un'idea, anche solo lontana, di cosa possa significare per la gente che lavora onestamente dover pagare lo scotto di una massificazione mediatica di un intero comparto. Perché, Ettore, è questo che succede quando si fa "notizia", la gente diffida di tutto, non fa differenze, ed è comprensibile visto che è un martellamento continuo di scandali.
Una responsabilità enorme L'espresso ce l'ha anche per aver messo nello stesso calderone situazioni estremamente diverse e poco accomunabili. C'è notevole differenza fra mettere in vendita vino sofisticato (e anche qui è ancora tutto da verificare se negli scaffali c'è finito un vino pericoloso per la salute) e vino con uve non consentite dal disciplinare.
L'Italia ha un debito enorme, e il comparto agroalimentare è uno dei pochi che porta ricchezza; ora sarà molto, molto più difficile contenere gli effetti di questo boom mediatico nei mercati mondiali.
Il risultato finale? L'espresso ha avuto ottimi guadagni, gli eventuali taroccatori faranno cordata e cercheranno di riparare con soluzioni di comodo, i produttori onesti subiranno realmente le conseguenze di tutto questo. Non mi sembra corretto.
velenitaly
{ Inviato da Anonymous }
ciao. sono una giovane e piccola produttrice lombarda. l'inchiesta non ha sollevato nulla che noi non subodorassimo già. l'averlo messo nero su bianco può certo servire se gli incriminati vengono puniti, ma severamente.... altrimenti il consumatore si trova davanti ad un sacco di paroloni abbinati alla parola "cancerogeno". questa non è informazione nè chiarezza ma solo "terrorismo" mediatico (perdonatemi l'uso improprio della parola). la cosa che ormai manca anche nel ns. settore (ahimè!) e che solo alcuni hanno è l' ETICA.
grazie,
elena - azienda fortesi - produttrice delll'oltrepo
Giovane Viticoltore
Ho letto tutti i post e devo dire che di discorsi se ne fanno parecchi... io sono un giovane "giovanissimo" viticoltore che ha appena mollato tutto (vengo dal settore del Turismo) per "coltivare" il proprio piccolo sogno.. la passione per il vino.
Io non sò chi ha ragione o chi ha torto, a certi livelli gli interessi di tutti si intrecciano talmente tanto che non credo facciano parte del mio pianeta...
Voglio però "ringraziare" chi ha avuto la forza di far uscire un articolo del genere...
Non sò che vino beva e nemmeno se lo conosca davvero un vino fatto come si deve, comunque Grazie, davvero... era dura prima, figuriamoci adesso.
Io però sono superstizioso sapete, credo che la ruota giri per tutti, per cui continuo per la mia strada.
Per fortuna si è firmato e questo gli fà onore, questo signore ha messo la firma su ciò che ha scritto ed io prendo tutto come una sua opinione.
Su una cosa concordo, controlli veri e punizioni serie.
Non credo molto nel tam tam mediatico che inciderà in negativo sulle mie vendite future, sò quello che faccio e metto la faccia "su quello che faccio".
In più, la mia produzione è piccola e per cui gli Americani (metaforico) neanche mi guardano!
Il problema è culturale e non colturale (scusate il gioco di parole), io ho deciso di non comprare più vino scadente e quindi mi sono informato prima, amo i latticini e sono andato a cercarmi i produttori seri, quelli che "non hanno alcun interesse a fare prodotti di m...." - scusate i toni, provo ad essere pacato, ma come dice Elena di Azienda Fortesi, si fà solo del gran rumore...
Perchè l' Espresso non fà un bell' articolo sui piccoli produttori SERI (io non mi ci metto in mezzo, non ho interesse in merito, non ho nemmeno il vino pronto!), perchè ora che ha pubblicato chi fà i danni non usa lo stesso mezzo IN PRIMA PAGINA (magari al prossimo Vinitaly) per dire VINIQUALITYTALY, i produttori che fanno grande il nome italiano (anche se non sono grandi loro), ne conosco almeno 10!
Mi scuso per essermi dilungato, prometto che non lo farò più.
Emanuele
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 70 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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