Friday 28 March 2008
Mentre i rumors su Montalcino continuano, io stappo un buon Brunello 2003
Non è certo un bel momento per l'area ilcinese, ormai la notizia si è diffusa su più canali, web e stampa locale e nazionale, non sono dei semplici "sentito dire", non lo sono mai stati. Che a Montalcino qualcosa non va sono in molti a saperlo, ma nessuno ha le prove certe per poterlo dire, a meno che i nasi di noi degustatori non siano considerabili una prova infallibile.
Ovviamente non può essere possibile, semplicemente perché le nostre sensazioni non hanno nulla di scientifico, ma sono frutto solo di esperienza, di continui assaggi, di chicchi d'uva assaporati in vigna, non siamo macchine e non misuriamo percentuali d'uva. Quindi, anche se alcuni di noi si sono fatti un'idea piuttosto precisa di certi Brunello, è cosa ben diversa dalle indagini che da un certo tempo stanno effettuando in loco le autorità preposte. Saranno loro a stabilire se e dove c'è la frode, se e quanti filari di uve non sangiovese grosso (specifichiamo, perché c'è sangiovese e sangiovese) sono stati trovati fra i vari vigneti iscritti all'albo Docg, se e quanti vini non ben identificati sono stati trovati in alcune cantine. Molti chiedono i nomi. Questa è una cosa assolutamente sbagliata. Non si fanno nomi fino a che la frode non sia stata dimostrata.
Nel frattempo io mi stappo una bottiglia di Brunello di Montalcino 2003 di una piccola azienda situata nella frazione Torrenieri, Podere Paganico, di Anna Maria Buzdon, per la quale nutro una mia personalissima fiducia e i cui vini ho assaggiato in più occasioni.
Il colore è un rubino-granato di buona intensità e compattezza, mentre il bouquet denuncia profumi in parte dolci e maturi di amarene e ciliegie, di fiori appassiti, in parte una interessante speziatura che ricorda la cannella, il ginepro, una delicata nota di liquirizia. Al palato sembra comportarsi più che bene, tenendo conto dell'annata certamente difficile: il frutto è ben espresso, morbido, maturo ma non "cotto", c'è un buon apporto di freschezza e il tannino è fine e misurato, con quel mordente che sa tanto sangiovese, deciso ma mai eccessivo nell'astringenza.
L'affinamento avviene in botti di Allier, ma da 20 e 30 ettolitri, infatti il vino mantiene integre le sue caratteristiche senza aggiunte vanigliate o tostate. Solo 7000 bottiglie di questo Brunello fatto con passione, ricavato da vigneti allevati con grande cura, senza usare fertilizzanti chimici ma adottando la tecnica del "sovescio", che prevede l'arricchimento del terreno con un metodo naturale che consiste nel seminare tra i filari piante leguminose, che vengono reinterrate al momento della fioritura.
Azienda Agricola Podere Paganico
Torrenieri - 53028 Montalcino (Siena)
Tel. e Fax +39 (0)577 834 606
info@poderepaganico.it
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