Wednesday 19 March 2008
I più venduti nella GDO: Chianti, Montepulciano d'Abruzzo e Nero d'Avola, analizziamo...
Come ogni anno, con l'approssimarsi dell'appuntamento con il Vinitaly, a cui tutti dicono di non voler andare e poi li trovi immancabilmente presenti, iniziano ad arrivare notizie su iniziative, eventi, convegni e tutto quanto può contribuire ad accendere interesse per la più importante manifestazione enocommerciale italiana.
Fra queste è stata diffusa la recente indagine effettuata dall'Istituto di Ricerca Infoscan (IRI) su richiesta degli organizzatori di Vinitaly, relativa alle vendite di vino nella grande distribuzione per il 2007.
Ne è scaturita una classifica che vede sul podio dei vini più richiesti rispettivamente il Chianti (non "Classico", si badi bene), il Montepulciano d'Abruzzo e il Nero d'Avola, seguiti da Bonarda OltrePo Pavese, Muller Thurgau, Vermentino di Sardegna, Chianti Classico, Morellino di Scansano, Cannonau di Sardegna, Lambrusco dell'Emilia. La classifica è riferita ai vini a Doc, Docg e Igt venduti in bottiglie da 0,75 litri.
Come tutte le indagini che si rispettino, è stato verificato anche quali vini hanno registrato un maggiore tasso di crescita nel 2007, da cui sono emersi Syrah, Cabernet Sauvignon, Negroamaro, Falanghina del Sannio, Gewurztraminer, Barbera d'Alba, Morellino di Scansano, Nobile di Montepulciano e Verdicchio dei Castelli di Jesi.
I numeri del traffico sono davvero impressionanti: 587.625.600 litri venduti (quasi 6 milioni di ettolitri), per un valore di 1.318.450.944 euro. Nel settore discount arriviamo a 120.145.216 litri, per un valore di 151.222.096 euro. Il totale complessivo ammonta a circa 7 milioni di ettolitri e quasi 1.500 milioni di euro.
Sono dati che fanno riflettere e che testimoniano come la GDO sia un canale privilegiato per tutti coloro che possono permettersi grandi produzioni di vino. Ed è proprio questo il punto: la classifica, almeno per quanto riguarda i dati forniti nel comunicato di Vinitaly, non specifica quante e quali aziende occupano la maggior parte dei supermercati italiani, dato a mio avviso fondamentale, come sarebbe fondamentale comprendere il profilo di coloro che frequentano regolarmente i grandi magazzini per fare spesa.
E' probabile che nella GDO i maggiori acquirenti siano quei consumatori che hanno poca disponibilità o comunque non intendono spendere più di tanto per l'acquisto di vino, ritenendolo un alimento secondario e relativamente importante rispetto agli altri alimenti.
Non è raro vedere gente che storce il naso e gira i tacchi quando vede bottiglie che costano più di 5 euro. E quanti vini, degni di questo nome, possono permettersi di avere un prezzo inferiore? Ecco perché in classifica vediamo prima di tutto il Chianti, che come è noto si trova tranquillamente anche al di sotto di 2 euro (!). Stessa cosa si può dire del Montepulciano e del Nero d'Avola (quest'ultimo non Doc), ma anche dei vari Bonarda, Muller Thrgau, Morellino, Falanghina, Syrah, Cabernet, tutti vini che la grande distribuzione riesce a proporre spesso a prezzi molto bassi, con i dovuti distinguo: la Falanghina Igt di case spesso sconosciute si trova anche a 3 euro, ma quella onnipresente di Feudi di San Gregorio non ne costa meno di 7.
Allora il punto è, la qualità dei vini proposti è tale da considerare conveniente il prezzo a cui vengono venduti?
Non stiamo parlando di magazzini "alti" come può essere un Esselunga, dove entrano in gioco vini di ben altro livello, con aziende anche di elevato valore, ma dei classici supermercati rionali, quelli dove, guarda caso, sono proprio questi e solo questi i vini disponibili.
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