Monday 3 March 2008
Vinalia Priora: qualcosa si sta muovendo nel cuore dei Castelli Romani
C'è sempre stata molta, troppa ironia e luoghi comuni sulla qualità dei vini del Lazio, in particolare su quell'area particolarmente vocata che abbraccia i comuni di Frascati, Monteporzio Catone, Grottaferrata e parte di Montecompatri fino al confine con Colonna, che risponde alla Doc Frascati.
Parte di questo scarso interesse al di fuori della regione, è dovuto certamente ad errori del passato, che hanno in qualche modo etichettato negativamente questa quarantaduenne denominazione (nata appunto nel 1966 ma ampiamente revisionata nel 2005). Errori legati però alle necessità di ripresa di un territorio che certo non godeva di ottima salute, produrre di più piuttosto che produrre meglio era, così come per molte altre regioni italiane, la filosofia di quegli anni. Si dava spazio ad uve che permettessero maggiori quantità, espiantandone altre, tipiche della zona come il bombino bianco, la malvasia del Lazio, il bellone, il cacchione. Per molti anni il simbolo del Frascati è stato impersonato dal fiasco, dalla damigiana, dal boccione (di quest'ultimo se ne trova ancora nei supermercati), tutti sinonimi di bassa qualità, di vino da osteria, ottenuto da rese altissime, privo di eleganza e personalità.
Intanto le cose cambiavano nel resto d'Italia, a partire da Toscana e Piemonte, la qualità è diventata l'emblema della svolta radicale. Il Lazio faticava a questo cambiamento, modificare una mentalità antica e profondamente radicata non è cosa facile. Inoltre fare qualità significa inevitabilmente maggori costi e, quindi, un lievitare dei prezzi del vino, con il rischio di una forte riduzione d'interesse da parte dei consumatori, spesso non preparati a comprendere le motivazioni e le logiche di simili innovazioni. Il generale basso costo dei vini laziali favoriva un consumo quotidiano nei nuclei familiari senza andare a pesare più di tanto nel bilancio. La crescita doveva avvenire in modo progressivo e abbracciare tutto il mondo produttivo e del lavoro. Doveva migliorare anche la qualità della vita, e per fare questo i tempi sono sempre, inevitabilmente, lunghi. Ci vogliono generazioni, il cambiamento di mentalità va assimilato gradualmente. Intanto già negli anni ottanta alcune aziende hanno cominciato a lavorare puntando ad una filosofia più moderna e innovativa, facendo in qualche modo da apripista a tutte le altre. Oggi la situazione è profondamente cambiata, anche se la presenza sul territorio di numerose cantine sociali, non consente al disciplinare di abbassare più di tanto la produzione d'uva massima consentita (siamo passati dal 150 q.li/ha del 1966 ai 130 del 2005. Valori che sono ben al di sopra di quanto occorre per fare vino di elevata qualità e che non corrispondono a quelli adottati dalle aziende della denominazione che lavorano con principi moderni, come l'azienda Castel de Paolis di Grottaferrata, il cui ottimo Frascati Superiore Vigna Adriana ha una resa massima di 70 qli/ha, quasi la metà di quanto previsto dall'attuale disciplinare.
Io che sono nato e cresciuto in questa regione, ho sempre criticato le troppo scarse occasioni di promozione dei nostri vini; intendiamoci, parlo di promozioni "alte", manifestazioni professionali, che coinvolgano stampa e operatori provenienti dalle altre regioni e dall'estero, che presentino uno spaccato approfondito della realtà odierna, mediante conferenze, educational, degustazioni guidate, magari con interessanti verticali, coinvolgendo le migliori aziende del territorio.
Per questa ragione sono ben contento di segnalare a tutti gli appassionati un evento che si profila davvero interessante: "Vinalia Priora, giornate di studio e degustazione sul Frascati", che si svolgerà da sabato 15 a lunedì 17 marzo nelle splendide sale delle Scuderie Aldobrandini e del Palazzo Comunale, promosso dal Consorzio Tutela Denominazione Frascati con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Frascati e dell'Associazione Italiana Sommeliers.
La manifestazione, oltre alle degustazioni, prevede anche giornate con forum di divulgazione e discussione pubblica, con la partecipazione di personaggi di primo piano nel settore vitivinicolo, da Franco Ricci, “deus ex machina” dell' A.I.S. a docenti universitari del calibro dei professori Attilio Scienza e Roberto Zironi, all'enologo Franco Bernabei, a Marco Trimani (proprietario di una delle più importanti enoteche romane e produttore di vino) e Daniele Cernilli. Verranno inoltre illustrati i risultati sin qui ottenuti con le ricerche sui vitigni autoctoni e sulle prove di microvinificazione correlate a queste ricerche compiute in staff dal Prof. Angelo Costacurta, e dal dr. Comandini, mentre il dr. Anselmi renderà noti ed analizzerà i risultati della ricerca socio-economica compiuta sul Frascati dagli studiosi dell'Università di Cassino. Nell'ultima giornata, riservata agli operatori del settore, si tratterà l'argomento del Frascati nella cucina e nella ristorazione romana. L'evento è finalizzato a rinnovare l'interesse nei confronti del Frascati sia sul piano internazionale, sia, soprattutto, nel mercato di Roma e Provincia, attraverso politiche di degustazione e comunicazione.
Per informazioni:
Consorzio Tutela Denominazione Frascati
Largo Donatori di Sangue . 00044 Frascati (RM)
Tel. 06/94015212
Sito internet: www.consorziofrascati.it
E-mail: info@consorziofrascati.it
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