Tuesday 12 February 2008
Il Web che non concede pause
Le statistiche sono come una mannaia, ti mettono di fronte alla realtà senza alcun filtro, anche se bisogna saperle interpretare e non giungere a conclusioni affrettate.
Ma è un fatto che la rete, il web, internet o come preferite chiamarlo, hanno accelerato un modo compulsivo di apprendere, molto simile a quello dei videogiochi. Tanto, troppo, tutto insieme e senza mai scendere nel dettaglio. Si assimila più con gli occhi che con il cervello, non si fa neanche a tempo ad elaborare quanto letto frettolosamente, perché si passa subito ad altro, senza sosta.
Inutile scrivere più di dieci righe perché i tempi di permanenza su una pagina arrivano al minuto per i più fortunati. Si va di fretta come se si temesse di perdere un'opportunità, o di rimanere indietro, di non aver saputo in tempo ciò che gli altri già sanno. poco importa la qualità di ciò che leggiamo, la veridicità di ciò che scriviamo, l'autenticità delle fonti, l'utilità del nostro scritto, ammesso che ce l'abbia.
Si corre, come se si dovesse morire da un momento all'altro, saltando da un sito all'altro, da un blog all'altro, convinti che sul web ci sia davvero la risposta a tutto. Niente di più falso. Il web è solo lo specchio della nostra realtà, di come non sappiamo vivere, soffermarci, assaporare, sentire in profondità, ci allontana da qualsiasi dimensione umana, da qualsiasi reale risposta al senso della nostra vita. Chi si ferma è salvo. In culo alle statistiche!
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