Thursday 17 January 2008
Rancilio, ovvero storia di una famiglia che da tre generazioni produce macchine per fare il caffè
No, non è una propaganda pubblicitaria, la Rancilio non ha certo bisogno di me per farsi conoscere. Sono più di ottanta anni che si occupa di produrre ed esportare nel mondo macchine da bar, difficile non conoscerla. Io me la ricordo da quando ero bambino, in un'età in cui cominciavo a guardare con curiosità tutto ciò che l'uomo era in grado di costruire (vi ricordate il "Meccano"?). E' per questo che, quando Luca Rancilio, con un gesto di grande simpatia mi ha voluto regalare un libro da lui scritto nel 2003 sulla storia della fabbrica di famiglia, semplicemente per ringraziarmi di avergli fornito utili consigli a proposito di alcune bottiglie ritrovate nella sua cantina, ho deciso di parlarne qui.
E' un libro che mi ha affascinato subito, sin dalla semplicissima ma efficace immagine di copertina, utilizzata nel 1971 come depliant di invito allo stand Rancilio presso la Fiera di Milano. Un documento prezioso, corredato di bellissime immagini d'epoca, che racconta un secolo di storia durante il quale tre generazioni si sono succedute e hanno operato sempre con la massima tenacia e passione, a volte anche in condizioni estremamente difficili, senza mai abbandonare l'attività.

Una fotografia dei primi del 1900 del Bar Pasticceria Parini, in Piazza Maggiolini a Parabiaco, che fu uno dei primi clienti di Roberto Rancilio.
Consapevole del fatto che sul web bisogna essere concisi, poiché la gente legge frettolosamente, difficilmente arriva in fondo ad un testo se questo è troppo lungo, pertanto mi limiterò a farvi vedere e descrivervi quelle affascinanti macchine che hanno caratterizzato l'evoluzione tecnica e di design della Rancilio. Perché se è vero che il caffè per essere buono deve essere di eccellente qualità, è altrettanto vero che le macchine che devono renderlo bevibile hanno un ruolo determinante.
La storia ebbe inizio con Roberto Rancilio, che nacque a Parabiago, in provincia di Milano, il 23 aprile 1896. Nel 1926, ottenute le autirzzazioni dal Comune, costruisce in via Galeazzi 1 bis la prima sede delle Officine Rancilio, dove verranno realizzate le prime macchine per il caffè espresso da bar. L'anno dopo costruisce pezzo per pezzo la sua prima macchina per caffè da bar: La Regina. Nel succedersi degli anni e delle generazioni, numerosi designer hanno contribuito in modo determinante alla progettazione delle diverse tipologie di macchine per la Rancilio: Giovanni Travasa (progettò nel 1954 la "Ducale" e la "Alpina"), Marco Zanuso (architetto di grande fama, fu autore di due macchine di successo, la "Z8" e la "Z9"), Bruno Rossio (progettò numerose macchine fra cui la "Z11", la "S20" e per la linea casa la "Audrey" e la "Rocky"), Renato Fusi (ideatore della "Millennium"), Claudio Bettini (ha collaborato a riprogettare l'immagine aziendale e una linea di prodotti, dando vita a "Epoca"), George James Sowden (autore nel 2001 di una sofisticata macchina da bar automatica chiamata Classe 12) e Marco Bonetto (progettò nel 1997 la "Orbita").
Eccovi le immagini di alcuni modelli che hanno rappresentato un vero e proprio progresso tecnologico in azienda.
La Regina fa parte della categoria delle cosiddette "istantanee". Il funzionamento è basato sul naturale movimento del vapore rispetto all'acqua fredda, per questo è necessario che la macchina sia sviluppata in verticale. L'acqua fredda che proviene dalla rete idrica entra da un condotto posto nella base della macchina e viene inviata in una piccola camera avvolta all'esterno da una resistenza elettrica, che ha il compito di produrre calore. Riscaldandosi la camera, l'acqua all'interno si trasforma in vapore e sale attraverso un condotto posto sul lato superiore della vasca e viene inviato in un portafiltro. Un semplice rubinetto azionato manualmente dal barista permette al vapore di passare attraverso la polvere di caffè posta nel portafiltro e, condensandosi, cade nella tazzina posizionata sul piattino sottostante. Il caffè prodotto è molto scuro, forte e senza crema. Della stessa categoria della Regina sono l'Ottagonale, la Graziosa, l'Invicta e la Fortuna.
La Preziosa fa parte delle "macchine a leva", che dalla fine degli anni Quaranta sostituirono progressivamente le "istantanee", senza dubbio belle e di grande impatto ma comunque non facili da usare nella gestione del vapore. Il sistema di funzionamento delle macchine a leva venne adottato da tutte le case produttrici per la sua praticità. In questa macchina la caldaia sostituisce definitivamente la camera con gli elettrodi e viene utilizzata una nuova fonte di pressione data da una molla che, caricata a mano da una leva, spinge un pistone che a sua volta comprime l'acqua che verrà espulsa attraverso il filtro portacaffè. Nel 1952 Roberto Rancilio ne migliorò le prestazioni aggiungendo un semplice dispositivo a molla all'interno dello stantuffo accelerando l'operazione di preparazione del caffè.
Negli anni Sessanta la macchina a leva fu sostituita con quella a "erogazione".La Z8, prodotta agli inizi degli anni Settanta su progetto di Marco Zanuso, rappresenta una piccola rivoluzione tecnologica, infatti al posto della leva è una vera e propria pompa a spingere l'acqua dalla rete idrica all'intenro degli scambiatori della caldaia fino al gruppo di erogazione. La'cqua per la produzione del caffè viene prelevata direttamente dalla rete idrica, addolcita da un depuratore, quindi pressurizzata da una pompa volumetrica e riscaldata alla giusta temperatura da uno scambiatore di calore e inviata nella polvere di caffè posta nel gruppo erogatore.

Con Classe 10 entriamo nell'era dell'elettronica, con materiali innovativi, alluminio, polimeri, idraulica di precisione. Un'evoluzione raggiunta con 75 anni di esperienza che ha fatto sì che la macchina sia divenuta supporto fondamentale per la buona riuscita di un caffè da bar. Il gruppo con precamera di infusione è in grado di estrarre il meglio delle miscele di caffè, garantendo un gusto e un aroma molto elevati e impensabili fino ad oggi. L'elettronica controlla tuttel le funzioni della macchina e si traduce in comfort di lavoro e grandi prestazioni. La macchina è provvista di computer che supervisiona le attività principali dialogando al contempo con l'utilizzatore e gestendo al meglio la potenza garantendo una migliore performance e consumi ridotti. E' dotata, fra l'altro, di un programma di lavaggio automatico e di un sistema di segnalazione della necessità di eseguire il tagliando di controllo.
{ Inserito da
RoVino in
persone e luoghi }
{
3 commenti }