Wednesday 16 January 2008
Ma insomma questo Rosato perché non è ancora considerato un vero vino?
Se è vero che nel Regno Unito il vino rosato sta godendo di sempre maggiori successi, soprattutto fra i giovani, in Italia è considerato ancora da molti un "vinello", un gioco enologico, un prodotto di categoria C. Eppure ci sono alcune regioni italiane tradizionalmente avvezze a produrre ottimi rosati, e in altre, dove magari la tipologia non è prevista nelle denominazioni di origine, si producono come vini da tavola ma sempre di ottima qualità.
La vinificazione in rosato non ha niente di trascendentale, è semplicemente una normale vinificazione in bianco di uve a bacca rossa: durante la fermentazione il mosto rimane per un certo numero di ore a contatto con le bucce, che gli forniscono la materia colorante, una certa quantità di fenoli e di sostanze aromatiche. Tutto qui. Perché da molti, in Italia, non è considerato un vino alla stregua dei bianchi e dei rossi? Fra l'altro, quando è vinificato con uve rosse di particolare qualità, è in grado di evolvere e reggere il tempo anche per molti anni. Pensate al Five Roses di Leone De Castris, del quale il bravissimo Armando Castagno ha proposto una verticale su Bibenda n.25 di luglio 2007, dall'annata 2006 scendendo fino al 1943! Se leggiamo il commento alla degustazione di questo incredibile millesimo, scopriamo che "si stenta a crederlo, ma l'acidità di questo vino non è ancora doma dopo 64 anni!".
E' una delle tante cattive abitudini italiane, dei luoghi comuni a cui siamo inevitabilmente legati e dipendenti. Ancora oggi, in una città come Roma, dove il vino ha conquistato uno spazio enorme, grazie anche al forte contributo delle numerose iniziative enogastronomiche che quasi quotidianamente occupano alberghi, ristoranti, wine bar, il rosato continua a faticare ad emergere. L'anno passato ho fatto un giro per le principali enoteche romane, allargato successivamente ad altre meno note, poi mi sono spostato ai supermercati, e debbo dire che a parte i pochi rosati storicamente noti, c'è davvero penuria di prodotti. Solo qualche enoteca più attenta ha allargato gli orizzonti aumentando il numero di etichette, ma nel complesso siamo ancora a livelli minimi. E se il vino non c'è, non viene neanche promosso, pubblicizzato e quindi desiderato. E' un vero peccato, perché oggi ce ne sono davvero tanti, in quasi tutte le regioni italiane, persino in Piemonte che, certamente, non ha una tradizione su questa tipologia di vino. Qualche nome? Teres dell'azienda Burlotto, ottenuto da nebbiolo, pelaverga e un 10% di barbera, Rosabella, prodotto da Aldo Vajra ma purtroppo venduto solo all'estero, composto da nebbiolo e barbera, Aurora, prodotto da Andrea Rinaldi a Ricaldone (AL) e ottenuto da brachetto all'85%, con un po' di bonarda e cortese, Mattia Rosé, un nebbiolo prodotto da una piccola azienda, Sicca, nel comune di Sanfrè (CN), il Coste della Sesia Bricco Lorella di Antoniolo, nota azienda produttrice di Gattinara, poi ci sono numerose Freisa prodotte in rosato che meritano assoluta attenzione e tanti altri sparsi nel Monferrato e nell'Astigiano, anche spumanti. Questo solo in Piemonte, che non è terra tradizionalmente vocata alla produzione di rosati... Se dovessi elencarvi tutti i vini rosati di qualità della Puglia, oltre al già citato Five Roses, non mi basterebbe probabilmente una pagina intera, ma non possiamo dimenticare produttori storici come Candido, Rosa del Golfo, Rivera, Agricole Vallone, Càntele, Michele Calò, Torrevento, il grande Cosimo Taurino, la più recente ma interessantissima azienda di Alberto Longo, la Tenuta Coppadoro e tante altre, ma anche in Calabria, Abruzzo, Sicilia, Alto Adige, Toscana, Lazio ci sono tantissime aziende che producono rosati di qualità. Forse bisognerebbe che proprio voi appassionati cominciaste a bussare in enoteca o al ristorante e chiedeste una lista dei vini rosati, forse allora, e solo allora, potrebbe esserci una vera e propria rinascita in Italia di questo vino che non ha nulla da invidiare alle altre tipologie. Ne gioverebbero anche le vostre tasche, e scusate se è poco!
{ Inserito da RoVino in ne vogliamo parlare }
{ 10 commenti }
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non amo molto il rosato
{ Inviato da Anonymous }
il rosato non è che non viene considerato vero vino ma è un vino che a mio parere rispetto al bianco ed al rosso ha poco da dire sa di tutto enon sa di nulla e gli abbinamenti con il cibo sono fragili e pochi. Sarò stato duro ma mi si dimostri il reale contrario.
se mi sbaglio mi correggerete!!!!
però direttore non mi rimproveri
il rosato è di nicchia si forse andrebbe spiegato meglio farlo conoscere di più ma!!!!!
marco
www.chefmarco.splinder.com
Non è vero
No, caro Marco,
non sono quello che pensi, basta provare alcuni di quelli che ho citato. Ti assicuro che un Teres (14 gradi!), si può tranquillamente abbinare ad un sacco di piatti saporiti, anche a base di carne, ma anche ad una cernia al forno. Ci sono rosati che hanno spessore e varietà di profumi, si tratta solo di volerli conoscere. Ciao e grazie per essere un assiduo lettore e partecipante
...ed aggiungo
{ Inviato da Anonymous }
...oltre al grande Teres di Burlotto, per rimanere in Piemonte, il rosato di Sella...o spostandoci, alcuni che ho saggiato di recente: Il Cerasuolo di Torre dei Beati e il Gaglioppo di Ippolito1845, entrambi costano niente e valgono, in qualità, tanto.
Mauro Erro.
http://ilviandantebevitore.blogspot.com/
P.S. a direttò, ma quando lasci spazioblog?...Abbracci...
Davvero sottovalutati
{ Inviato da Anonymous }
Sono daccordo, in Francia d'estate i supermercati presentano una batteria di rosati davvero notevole per non parlare delle enoteche.Ci sono vini ottimi, buoni e mediocri come nelle altre tipologie....
L'aglianico vnificato in rosa sta dando ottimi risultati:
Il Rogito della Cantina del Notaio, il Denazzano di Maffini, Terre Cerase di Villa Matilde sono vini davvero interessanti per complessità e abbinabilità...
Lasciate il nome!
Lo so che il sistema di Spazioblog non è una gran cosa, ma se alla fine del testo metteste il vostro nick/nome sarebbe meglio...
Eccomi
{ Inviato da Anonymous }
Il commento di prima l'avevo fatto io,
aggiungo che tranne che per il Rogito, che costa qualcosa in più, tutti questi vini hanno dei prezzi davvero imbattibili.
Il Cirò rosato di Librandi e il Negramaro rosato di Càntele sono poi addirittura sotto i 5 euro ma ne valgono davvero molti di più...
Saluti
Carmine
Il rosato
{ Inviato da MarcoP }
Una considerazione semplice semplice......Il rosato bevuto fresco con quella presenza gustativa ammandorlata e sentori fruttati è gradevolissimo sulla pasta purchè non al sugo, per esempio provatela sulla carbonara o sugli spaghetti ai 4 formaggi! Ogni vino purchè ben fatto ha la sua collocazione perfetta a tavola. Parola di Sommelier, complimenti per il sito!
Marcop
http://enoteca-sommelier.blogspot.com
Autorizzazione
{ Inviato da Lucino }
Posso copiare questo il contenuto di questo blog per discuterne su Vinix?
Copiare
Ciao,
ho già risposto a Filippo che va bene (a parte che lo hai già fatto...), ma cita la fonte corretta, ovvero Esalazioni etiliche con il relativo link:
http://esalazionietiliche.spazioblog.it/115316/
Roberto
Grazie! e Scusa!
{ Inviato da Luciano }
Grazie per l'autorizzazione, sarà fatto!
Complimenti per il Blog!
Luciano.
{ Ma prima che c'è? } { Pagina 114 di 493 } { E dopo cosa c'è? }
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