Tuesday 15 January 2008
La Brugherata e quel Moscato di Scanzo che non basta mai
Devo all'amico Giovanni Vattani, grande appassionato di vino, organizzatore di eventi enogastronomici e collaboratore di laVINIum, se ho potuto cogliere l'occasione per riassaggiare quello straordinario vino passito che nasce sulle colline di Scanzorosciate (BG) all'interno della Doc Valcalepio, dalla quale si è giustamente reso indipendente nel 2002, che prende il nome di Moscato di Scanzo.
Giovanni ha infatti organizzato proprio ieri sera, presso Domus Talenti, in via Quattro Fontane 113 a Roma, una degustazione dal titolo "La sottile linea rossa: Viaggio nell'Italia in rosso da Nord a Sud", con quattro aziende partecipanti:
Azienda Agricola La Brugherata (Scanzorosciate - BG)
Azienda Agricola Trabucchi (Illasi - VR)
Castello di Magione (Magione - PG)
Azienda Agricola Disisa (contrada Disisa, Grisì, Monreale - PA).
Il Moscato di Scanzo è un vino passito ottenuto dall'uva omonima, portata sui colli di Scanzo dai coloni romani (secondo il Calvi era già presente a metà del tredicesimo secolo); sebbene la sua storia remota il vitigno è stato iscritto al catalogo nazionale delle varietà di vite per uva da vino solamente nel 1981. In passato è stato erroneamente confuso con l'aleatico e la negrara trentina.
La Doc è una delle più piccole d'Italia con circa 40 ettari vitati e una produzione media di 50 mila bottiglie da 50 cl. Per darvi un'idea, l'azienda La Brugherata, che è uno dei massimi produttori, dispone di due soli ettari di moscato di Scanzo. Ecco perché si tratta di una vera e propria chicca, non facile da trovare, anche perché è molto richiesto all'estero.
Ieri sera ho avuto modo di degustare l'annata 2003 de La Brugherata, di cui sono state prodotte solo 1500 bottiglie da mezzo litro, in quanto è stata un'annata assai difficile e torrida, tanto da aver letteralmente bruciato alcuni filari di vite, costringendo ad una selezione ancora maggiore del solito. Dopo la raccolta (che solitamente avviene agli inizi di ottobre, mentre nel 2003 è stata anticipata a metà settembre) i grappoli vengono posti ad appassire in locali condizionati per un periodo che va dai venti ai quaranta giorni (in situazione normale fino a metà dicembre). Dopo la fermentazione il vino viene affinato per due anni in contenitori di vetro o acciaio, semplicemente perché quest'uva ha chiaramente dimostrato di non tollerare il legno.
Il vino che ho degustato si presentava di un colore ancora rubino, molto bello, naso affascinante, con impatto iniziale di frutta in composta, lamponcini, ciliegie, fragole, per poi aprirsi a bellissime note floreali di rosa e giaggiolo, e ancora macchia mediterranea (in azienda c'è una quantità enorme di erbe e fiori), spezie miste, noce moscata, incenso. Ogni volta che portavo il calice al naso scoprivo nuovi profumi. Al palato i 15 gradi si facevano sentire, l'annata è stata caldissima, ma c'era abbastanza freschezza e una dolcezza contenuta che gli davano un equilibrio quasi perfetto. Il finale, delicatamente sapido, era talmente piacevole che era impossibile accontentarsi del classico "sorso".
Azienda Agricola La Brugherata di Bendinelli Silvia & C.
Via Medolago n. 47 - Scanzorosciate (frazione Rosciate) (BG)
Tel: 035/655202
Fax: 035/6590467
e-mail info@labrugherata.it
sito www.labrugherata.it
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