Friday 23 November 2007
Podere Sanlorenzo: una nuova realtà di Montalcino che farà parlare di sé
A distanza di quattro mesi sono tornato a trovare Luciano Ciolfi, giovane e ambizioso vignaiolo che dagli inizi del terzo millennio si occupa anima e corpo della sua azienda, Podere San Lorenzo, con la consulenza dell'enologo Claudio Gori. Di Luciano e del suo sogno di fare un grande Brunello e, perché no, un altrettanto grande Rosso di Montalcino, vi avevo ampiamente parlato in questo articolo. Ho degustato tutto quello che era possibile, dalle botti e dalle vasche, ricavandone un'impressione generale davvero positiva.

Qui le condizioni sono ottimali, la terra è quella giusta, siamo in collina a oltre 500 metri di altitudine, zona sempre ventilata. Le uve maturano bene, gli interventi difensivi sono assai rari e contenuti, non ci sono praticamente rischi di attacchi di muffe indesiderate. Luciano spera molto e attende pazientemente che il suo primo Brunello, annata 2003, sia pronto per essere messo in commercio (la prossima primavera). Assaggiato a più riprese, sta dimostrando una freschezza e una vivacità che non fanno percepire neanche lontanamente i limiti di quella che è stata una delle annate più calde e siccitose della storia. Si evolve bene, straordinariamente pulito ed equilibrato, con tannini che stanno polimerizzando in modo esemplare. E' già un gran piacere degustarlo mentre matura in botte.

Per ora sono in commercio il Rosso di Montalcino 2004 e 2005, quest'ultimo valutato ben 92 punti dalla brava giornalista americana Kerin O'Keefe, sposata con un italiano (simpaticissimo) e residente in Italia dal 1989, autrice fra l'altro di uno splendido libro dedicato a Franco Biondi Santi, della collana I Semi di Veronelli Editore. Due vini che evidenziano, nonostante le piante siano ancora giovani, le enormi possibilità di questa azienda. Io stesso, pur non essendo stato così generoso nei miei giudizi, non ho potuto fare a meno di innamorarmi di questi vini, un esempio di quanto possa essere grande il sangiovese quando le condizioni sono quelle giuste.

Certo Luciano ha le sue preoccupazioni, sa bene quanto sia difficile emergere nella zona del Brunello: oltre 200 imbottigliatori in un lembo di terra che fa da perimetro al comune di Montalcino. Ma soprattutto alcuni nomi che fanno da punto di riferimento e condizionano non poco sulla strada da intraprendere per riuscire a guadagnarsi la giusta fetta di mercato. Perché ancora oggi, negli States, che rimangono gli acquirenti più ambiti, vanno forte certi vini, potenti, rotondi, dal colore impenetrabile, con tratti che ovviamente non rispecchiano né le peculiarità del sangiovese, né tantomeno quelle del territorio ilcinese. Sono vini fatti in cantina, studiati per il mercato e per le guide, che vincono premi e costano cari, ma continuano ad essere richiesti. Poco importa se quei vini non hanno eleganza e finezza, da quelle parti non sono richieste, si mangia e si beve in modo assai diverso.

Ne abbiamo parlato a lungo, non è facile trarre conclusioni in un senso o in un altro. E' bello pensare di fare il proprio vino, ma è necessario che il frutto delle proprie fatiche non rimanga in cantina, bisogna rientrare dei costi altrimenti si chiude. Le cose però non stanno andando affatto male. Nonostante non ci sia ancora il Brunello che è il vino che trova una maggiore risposta sul mercato, il Rosso sta andando benissimo, si vende soprattutto all'estero, ma progressivamente sta conquistando spazi importanti anche da noi. Come ho più volte detto a Luciano, le condizioni per fare due grandi vini ci sono tutte, è giusto sperimentare, fare prove, verifiche, ma non bisogna farsi prendere troppo la mano, altrimenti si finisce per perdere la strada da cui si era partiti e il vino non ne trae alcun vantaggio.

Il prodotto finale non deve essere frutto di un caso né deve essere fatto per compiacere questa o quella moda, perché ciò che piace oggi domani sarà diverso, c'è una sola vendemmia all'anno e cambiare direzione non è così facile, soprattutto se non si sa più da dove si era partiti. Sono convinto che i vini di Podere Sanlorenzo riscuoteranno grandi successi, perché hanno dalla loro un equilibrio e una piacevolezza che raramente si può riscontrare in gioventù, se non nei vini molto "lavorati", che perdono però il più delle volte quelle sfumature, quella straordinaria bellezza che li rende unici e irripetibili. A gennaio del prossimo anno, con molta probabilità, Luciano avrà modo di presentare in anteprima in un locale di Roma, il suo Brunello 2003 e una mini verticale del Rosso di Montalcino. Sarà un'ottima occasione per conoscere questi eccellenti prodotti e anche per colloquiare e confrontarsi con lui. Bere buoni vini è una gran cosa, ma conoscerne l'autore e il suo pensiero è un tassello fondamentale per comprenderli meglio.
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volti e vino
{ Inviato da Anonymous }
i volti dei protagonisti di questo post sono sicuramente più rassicuranti e sanno di reale vita quotidiana
Rosso di montalcino lo adoro è uno dei miei vini preferiti e starò bestemminado ma in alcuni caso lo amo più del brunello. Ma ci pensi che comunque stiamo parlado di Sangiovese pensa te questa terra quanto amore e polifenoli gli ha potuto trasmettere
Voto a questo commento 6-----
saluti ed abbracci
a gennaio ci sarò a degustare se me lo comunichi
a
marf@libero.it ne sarò felice
marco
www.chefmarco.splinder.com
Rosso
{ Inviato da Anonymous }
In cantina mi è rimasta l'ultima bottiglia di questo rosso (2004). Personalmente lo ritengo il miglior Rosso di Montalcino in circolazione. Mi fa piacere che piano piano qualcuno lo noti nel mare magnum ilcinese.
Anzi mi avete fatto venire voglia e domani lo sacrifico.
Così ne approfitto e in settimana vado a prelevare il 2005!!....aspettando il Brunello....
la felicità è anche in buon bicchiere di vino
{ Inviato da Anonymous }
il vino un'aspetto della felicità
La felicità nascosta
Un giorno lontano nel tempo e cosi prossimo da essere ancora atteso, il dolce fanciullo si rivolse al vecchio saggio chiedendo con la sua tremula vocina :"Ma dimmi, buon saggio, io tanto ho cercato risposte a una domanda che ogni giorno mi sovviene alla mente e a cui non trovo risposta, sai dirmi tu qual'è la risposta? Io cerco la felicità e tanti mi dicono cosa devo fare, come devo comportarmi, dove devo andare, cosa non devo fare,ma io non capisco cosa c'entrino tutte queste cose con la felicità. Sai dirmo tu, buon uomo cosa devo fare per essere felice?".
Il vecchio saggio, che aveva ascoltato le parole del fanciullo, alzò il capo al cielo, e dopo aver profondamente sospirato, cosi iniziò.
Vedi caro mio fanciullo, troppo spesso i grandi confondono la felicità con ciò che non ne è neppure una parvenza e scambiano l' essere soddisfatti di qualcosa con la felicità, ma la vera felicità inizia da una assenza e da un grande desiderio.Ti racconterò allora cosa è la felicità, cosi che tu la sappia cercare e riconoscere nel tuo cammino.
La felicità è il bisogno di un grande cuore, che sappia colmare con il suo amore la distanza tra il nostro desiderio di felicità e la sua realizzazione.
La felicità è uno sguardo che sappia penetrare la dove nascono i nostri pensieri, cosi che quello sguardo, come una dolce mano, li possa cogliere e condurre la dove troveranno la loro risposta.
La felicità è uno sguardo che sappia incontrare i nostri occhi, per poterci rispecchiare nella felicità dell' altro.
La felicità è avere qualcuno da amare, che prima di noi abbia amato i nostri desideri.
La felicità è essere lontani , senza essere distanti.
La felicità è un passo di cui riconosciamo il suono, ed è il trepidar del cuore che l' attende.
La felicità è una carezza che sfiora il volto dell' amato senza toccarlo.
La felicità è il silenzio colmo dell' attesa della voce amata.
La felicità è il rispetto che ci fà guardare all' amato come al nostro più prezioso brillante.
La felicità è la cura con cui sosteniamo le sue fatiche più ancora delle nostre.
La felicità è avere un segreto, nascosto nel cuore dell' amato.
La felicità è nascosta dalla sua evidenza, perchè sà che il suo splendore sta nel pudore con cui si manifesta.
La felicità è un "Tu", nascosto in un "Noi" che lo contiene.
La felicità sono io e sei tu.
marco
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